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Colle Prenestino, la sicurezza per gli studenti davanti la scuola “Sereni” resta un sogno

Il programma annunciato da Città Metropolitana a marzo ancora non si vede: non ci sono né progetti né fondi

Sabato sarà il secondo anniversario della morte di Federico che nel dicembre del 2017 ha perso la vita perché investito davanti la sua scuola: l'istituto "Emilio Sereni" di Colle Prenestino. In due anni nessuno, né Municipio, né Comune, né Città Metropolitana, hanno messo in sicurezza questo tratto di via Prenestina, nonostante lo scorso mese di marzo si sia registrato nello stesso punto un altro incidente: una giovane studentessa e un'assistente sociale sono finite in ospedale. 

Da "problema urgente" alla mancanza di fondi

Qualche giorno più tardi la Città Metropolitana ha convocato una riunione "Perché il problema ha bisogno di essere risolto quanto prima" diceva Teresa Zotta, presidente della commissione scuola in Campidoglio e consigliera metropolitana. Tant'è che all'epoca venne data anche una deadline: a metà aprile ci sarebbe stato il programma degli interventi. A dicembre, nulla di fatto. Fino ad ora solo sfalcio dell’erba e qualche toppa sulla strada e la cartellonistica. “Da Città Metropolitana si sta procedendo a una perizia per stimare i costi della messa in sicurezza della strada, compreso il completamento del marciapiedi e l’ampliamento dell’illuminazione, nonché il rifacimento del manto stradale” ha spiegato Giuseppe Agnini, presidente della commissione lavori pubblici del Municipio VI che ha aggiunto: “Passaggi utili per stimare i costi e inserirli nell’elenco delle opere da realizzare e poi sarà necessario stimare i fondi. Zotta sta seguendo in prima persona la vicenda”. 

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L'associazione Giose: "E' un'indecenza, si sta ignorando la sicurezza degli studenti"

Intanto, nonostante fosse stato annunciato un programma a marzo (qui la notizia) da queste parti non si vede ancora nessun miglioramento. “Quando piove si crea una piscina, i genitori sono costretti a fare da spola con la macchina perché i ragazzi non camminino nell’acqua – ha detto Ferrara dell’Associazione Giose che da anni si batte per la messa in sicurezza. È un’indecenza, si sta ignorando la sicurezza degli studenti” ha concluso deciso ad andare avanti nella sua battaglia. 
 

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