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Ponte di Nona Ponte di Nona / Viale Francesco Caltagirone

A24, la Lega rinfresca la memoria a Gualtieri: “Il pagamento del pedaggio va eliminato”

Una mozione del gruppo consiliare capitolino per impegnare il sindaco ad avviare interlocuzioni con Strada dei parchi

Una (nuova) mozione per impegnare il sindaco Gualtieri ad avviare interlocuzioni con Strada dei parchi affinché l’obolo che i cittadini pagano sul ‘tronchetto dell’infelicità’ per entrare a Roma venga abolito. A chiederlo, questa volta, è il gruppo Lega in Campidoglio e in Municipio che presenta una mozione al consiglio di martedì. “Vogliamo ribadire la necessità di abolire il pagamento del pedaggio nel tratto urbano della A24. Una vera e propria ingiustizia contro la quale ci battiamo da sempre” hanno commentato i consiglieri Fabrizio Santori e Emanuele Licopodio di Lega, rispettivamente Comune e Municipio. 

A24, il tronchetto dell'infelicità per 260.000 romani

Tre i caselli posizionati lungo la A24: a Lunghezza, a Ponte di Nona e a Settecamini. I romani che abitano in questi quartieri e – più in generale – in tutta la zona di Roma est, sono costretti a pagare un obolo per muoversi la città. Lo fanno per andare al lavoro, per fare una passeggiata in centro. Lo fanno anche più volte al giorno per una spesa che si aggira intorno ai 500 euro all’anno. Già in passato, l’amministrazione Raggi aveva avviato un dialogo con Strada dei parchi, concessionaria della A24, perché i residenti del Comune di Roma non fossero sottoposti al pagamento del pedaggio.

In effetti si tratta di una vera anomalia per oltre 300mila cittadini perché – alla stregua dei loro vicini di quartiere– devono pagare per percorrere le strade della stessa città. In campagna elettorale, l’allora candidato sindaco di centrosinistra, Roberto Gualtieri, ne aveva promesso l’eliminazione durante un incontro con gli abitanti di Corcolle. Qualche settimana più tardi, però, l’emendamento contenuto nel decreto Infrastrutture non è stato discusso. Il nocciolo della questione è, dunque, meramente economico: il Ministero deve colmare l’ammanco che la società concessionaria avrebbe in caso di abolizione (qui per approfondire).

“Ma è tempo di richiamare il sindaco Gualtieri a rinfrescarsi la memoria: egli stesso aveva promesso nel corso della campagna elettorale che avrebbe finalmente provveduto a rendere giustizia contro un balzello iniquo – hanno aggiunto i consiglieri – Auspichiamo che l'assemblea capitolina impegni il Sindaco ad avviare subito le necessarie interlocuzioni con la concessionaria, la Strada dei Parchi, e gli organi competenti del governo nazionale per porre fine a una questione che pesa sulle finanze delle famiglie che risiedono in quell’area discriminandole rispetto a chi per muoversi può ricorrere a strade libere da pedaggi”. Intanto, l’aumento del pedaggio – previsto come di consueto a gennaio – è stato solo rimandato a luglio

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