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Nuova Ponte di Nona: "il pecoraro" e i suoi animali in libertà

Fumi, liquami e sporcizia: la denuncia del comitato di quartiere di Nuova Ponte di Nona per il ripristino e la bonifica dei due insediamenti che provocano disagi e paura ai residenti

Sono esasperati i residenti di “nuova Ponte di Nona”, in zona Roma Est, che da tempo richiedono l'intervento delle autorità competenti in merito a una paradossale quanto diacronica situazione che vede protagonista il loro quartiere. La questione riguarda quello che viene chiamato il “pecoraro”, un soggetto non specificamente identificato che da tempo gestisce (nel vero e proprio senso della parola) un allevamento di pecore e maiali nei pressi di Via Saliola (la celebre ex Via Mejo de Gnente), nonchè la custodia dei materiali nell’area adiacente piazza Aristide Giannelli con alcuni suoi “dipendenti”.

VIA SALIOLA - Qui l'insediamento è composto da un gruppo di persone accampate in roulotte all'interno di un'area appositamente adibita alla pastorizia (si contano circa un centinaio tra pecore e maiali). Il campo si trova vicinissimo alle abitazioni cittadine nonchè alle scuole “Corbellini” (primaria) e “Scarpe sciolte” (materna), così da creare, denunciano i residenti, "gravi problemi igienico-sanitari in tutta la zona". La presenza degli animali, infatti, liberi di pascolare per tutta la zona arrivando fino alla recinzione scolastica, nonchè l'assoluta mancanza di rispetto da parte delle roulotte per quanto riguarda le regole di scarico di liquami all'interno del fosso Benzone, crea di fatto un’area malsana che può addirittura ricollegarsi al recente ritrovamento di topi proprio all'interno dei due istituti scolastici.
 
PIAZZA GIANNELLI - L'altro insediamento legato al “pecoraro” è posto invece nell’area adiacente a piazza Giannelli, denominata anche "S9" della convenzione E1 Nuova Ponte di Nona. Qui è presente tra l'altro l’antico rudere del cardinal Benzone, bene archeologico sotto la protezione della Soprintendenza. Si tratterebbe in realtà di un’area già affidata al Comune e destinata così a servizi di finalità puramente pubblica, ma nonostante ciò ad oggi il terreno viene ancora utilizzato come deposito da una ditta di costruzioni di cui il "pecoraro" sarebbe incaricato di custodirne gli strumenti del mestiere all'interno di un casale.

LE PROTESTE DEI CITTADINI - Le attività di pastorizia sono, com'è risaputo e come sottolinea anche l'ASL nel protocollo 1203 del 14/4/11, assolutamente incompatibili con il contesto urbano che si è venuto a creare intorno all’ovile.  Alcuni esempi sono i quotidiani fuochi accesi nell’insediamento che invadono di fumi l’area tra la Nuova Ponte di Nona e tutto il quartiere di Colle degli Abeti, per non parlare poi della sistematica distruzione dell’abetaia del fosso Benzone a causa dei tagli indiscriminati per procurarsi legna e dell’inquinamento ambientale prodotto dall’insediamento. "E' uno scandalo! A che titolo la ditta costruttrice deposita i materiali lì? Perché il Comune non ripristina l'area e il casale?" - si interrogano esasperati i rappresentanti del Comitato di quartiere "Colle degli Abeti – Roma Est”, questioni che hanno già provveduto a segnalare più volte a chi di dovere, presentando tra l'altro in municipio una mozione ad opera dei consiglieri Grasso, Scorzoni, Alveti, Mattei e Durantini. "Come Comitato appoggiamo qualsiasi azione volta al dislocamento delle attività del “pecoraro”, chiediamo la bonifica delle aree, la presa in possesso e la gestione comunale delle aree da lui occupate",  concludono i cittadini speranzosi, per quanto poco fiduciosi, nel raggiungimento di un celere epilogo della questione.

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