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Occupazione via Cerruti: dopo “Le Iene” Ponte di Nona “insorge” su Facebook

L'inchiesta del programma televisivo ha scatenato centinaia di commenti da parte dei residenti, che enfatizzano il concetto di legalità

Martedì sera, nel corso del programma televisivo “Le Iene”, è andato in onda un servizio sulle occupazioni abusive nella Capitale. Ieri e oggi, su Facebook, i residenti di Ponte di Nona hanno pubblicato centinaia di commenti al video e, in particolare, alla situazione di via Valentino Cerruti. Nel servizio Enrico Lucci affermava che “Occupare le case degli altri è un reato”, riportando alcuni dati interessanti: dallo scorso gennaio, 780 persone risultano denunciate per occupazione abusiva di alloggi solo nella Capitale.  Il giornalista si è poi soffermato sul movimento “Action”

LA DISCUSSIONE SU FACEBOOK – Ieri e oggi, sul profilo Facebook del comitato di quartiere “Nuova Ponte di Nona” è  nato un acceso confronto di opinioni tra numerosi cittadini, alcuni dei quali residenti a due passi da via Valentino Cerruti, sede dell’occupazione di “Action”, avvenuta lo scorso aprile. 

T.S. “Sono un abitante di Villaggio Prenestino, che ha acceso un mutuo a 40 anni per 45 mq di casa. Premesso ciò, la mia domanda è questa: che fastidio vi dà uno che occupa casa? Siete invidiosi? Perché volete fare i borghesi quando i borghesi non abitano di certo a Ponte di Nona?”.
M.M. “Hai mai sentito parlare di legalità? La casa è un diritto, ma nessuno ha il diritto di occupare quelle degli altri. Se vengo ad occupare casa tua e paghi il mutuo, avresti qualcosa in contrario?”.
P.T. “Scusate, ma non conosco persone che abbiano occupato abusivamente una casa già acquistata da privato cittadino a Ponte di Nona, ad esempio. Se così fosse, si fanno denunce. Le case occupate erano sfitte ed invendute e tali rimarranno per i prossimi anni, visto il mercato immobiliare”.
M.M. “T.S, ma Di cosa parli? borghesi? parioli? Ti ripeto: si parla di legalità e le case non erano tutte vuote! Non erano tutte vuote!”.
E.A. “il problema non è essere pariolini o borghesi. Il punto è che occupare le case è illegale e sinceramente sentirli dire che chi paga un mutuo trentennale è più fortunato di loro mi dà molto fastidio. Andassero a lavorare pure loro come facciamo noi”.
T.S. “Invece Di fare i sit-in contro i pecorari e gli occupanti, spendete il vostro tempo per andare davanti al Parlamento. Immagino già quanti di voi sono elettori del Pd e del Pdl. State bene così! Ora vado a fare le mie 13 ore di lavoro giornaliere, ma nonostante questo non provo invidia per chi non paga casa, a differenza vostra! Provo solo tanta rabbia ad ascoltare poveri che se la prendono con poveri, mentre i veri delinquenti stanno da un'altra parte”.
S.M. “Gli occupanti hanno l’aria condizionata. io pago il mutuo e posso permettermi solo il ventilatore da 20 euro: uno che muore di fame non ha una macchina di proprietà. È una vergogna! Facendo così le nostre case si svalutano e se io ora non riuscissi più a pagare il mutuo rivendendola ci rimetterei. Potevano occupare in zone meno bisognose come a Parioli Fleming o al centro oppure occupare edifici pubblici e non venire a fare la guerra tra poveri! I poveri non possono accollarsi i problemi di altri poveri! E comunque se io non dovessi più farcela a pagare il mutuo, visto che ho due bimbi e l’Inps non mi paga la maternità e mio marito guadagna due lire, avrei il diritto di occupare? Perché se così fosse spero che ci sia una casa anche per noi e per tutti coloro che ogni mese sono in difficoltà a pagare il mutuo”.
C.D.A “Il quartiere è composto da persone, comprese quelle che hanno la sfortuna di aver acquistato vicino agli occupanti. Parli di altre soluzioni. Quali proporresti per far rispettare i diritti di queste persone lesi da questo atto illegale che diventa perciò anche ingiusto? Si risolve poco se non si capiscono bene i problemi. E se la gente continua da mesi a lamentarsi per qualcosa forse non è solo perché è fissata o ossessiva o invidiosa o borghese. E non costruirai mai un insieme se uno si sente danneggiato dall'altro”.
C.M. “È quello che emerge dalle discussioni. Il popolo di Ponte di Nona contesta le occupazioni abusive e spiega che ognuno fa sacrifici per arrivare a fine mese e mantenere la propria famiglia-auto-animali etc. E sottolinea che gli occupanti hanno tutto compreso beni di lusso pur non andando a lavorare, ma lavorando in nero, senza pagare utenze e robe simili. Ecco questo a grandi linee è ciò che si legge da mesi. Con parole diverse e da persone diverse, si legge solo questo. Da qui il concetto d'invidia. Perché invece di guardare cosa hanno gli altri immeritatamente, non ci concentriamo su cosa possiamo fare per rendere giustizia?”.
S.M. “Cosa si può proporre a chi vede solo il proprio punto di vista? A chi commette atti Illegali ? A chi si nasconde dietro una trincea fatta di copertoni e sbarre ? Sono mesi che se ne parla e nessuno fa un passo indietro”.
C.M. “Chi occupa potrebbe rimboccarsi le manche e spaccarsi la schiena per uscire dalla condizione in cui vive, certo. E se non lo fanno perché per loro è più comodo così., che si fa? Stiamo a guardare? Abbiamo manifestato. Il comitato si è mosso con chi di dovere. Dico semplicemente di continuare a compiere azioni, insieme, uniti, collaborando pacificamente per venirne fuori. Anche andando di persona lì sotto al loro palazzo cercando il dialogo. Hanno occupato e non pagano nulla, e questo è più che ingiusto. Allora gli si propone di prendersi cura del quartiere: una sorta di scambio. Non paghi il mutuo? Ok: allora scendi di casa e vai a pulire il parco. Chiediamo loro di offrire servizi gratuiti per il nostro quartiere. Non potrebbe già essere un'idea?”.

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