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A Ponte di Nona l'occupazione simbolo: "Pronti alla battaglia"

Continua lo "tsunami" delle occupazioni per rivendicare il diritto alla casa e l'emergenza abitativa nella capitale. Movimenti e Coordinamenti cittadini: "Non ci fermeremo"

"Siamo pronti alla battaglia. La nostra è una occupazione simbolica, la dobbiamo difendere". Così le 38 famiglie che stanno occupando lo stabile di Via Cerruti 9, in zona Ponte di Nona, difendono il loro diritto alla casa, in piena emergenza abitativa. Nell'ondata di occupazioni che dalla giornata di sabato scorso sta travolgendo la città, questo è sicuramente la più controversa e simbolica manifestazione. Nel quartiere, infatti, sorgono nuovi di zecca numerorissimi palazzi, dall'estetica moderna, accogliente e gradevole, in grado di accogliere potenzialmente al loro interno un ampio numero di persone e nuclei familiari. Le costruzioni sono tutte di proprietà della famiglia Caltagirone, eletta oramai a simbolo della speculazione edilizia.

"Non è una guerra tra poveri, queste strutture che stiamo occupando non sono casa di nessuno - ci raccontano gli occupanti letteralmente barricati all'interno dello stabile antistante il centro commerciale di Roma Est - E pensare che questo è solo uno dei 15 palazzi di questa zona ad essere completamente vuoto". Già, perchè il problema principalmente rivendicato dai manifestanti non è certo relativo alla mancanza di spazi: "Le case ci sarebbero eccome - ci racconta un rappresentante - ma i costruttori non sono disposti a cederle o concederle se non a prezzi da loro imposti, davvero troppo alti e sproporzionati rispetto al reddito medio di un comune cittadino". "Ci aspettiamo da un momento all'altro l'arrivo delle forze dell'ordine per farci sgomberare, ma non ci fermeremo di certo. Siamo pronti a continuare ad occupare questo e altri mille palazzi", aggiunge un altro.

Tra le famiglie occupanti, alcune sarebbero assegnatarie delle case popolari, altre ancora in attesa dell'uscita dei bandi; ma la maggiore criticità sta proprio nei tempi comunque troppo lunghi sia negli interventi che nelle risposte da parte della politica nei confronti di questi cittadini. Si aggiunga poi il fatto dell'innegabile coinvolgimento di alcuni componenti della potente famiglia Caltagirone all'interno dei più grandi colossi imprenditoriali dell'industria non solo romana. Un dato, lo abbiamo detto, che rende questa occupazione indubbiamente la più controversa anche in relazione delle risposte che arriveranno (ci sia augura, nel più breve tempo possibile), da parte della classe politica.

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