Martedì, 15 Giugno 2021
Ponte di Nona Ponte di Nona / Viale Francesco Caltagirone

Ponte di Nona, la manifestazione anti campi rom fa flop: comitati in piazza, ma mancano i numeri

Sono scesi in piazza, sotto la bandiera tricolore, per dire 'Basta campi rom' ma anche per denunciare il degrado nei quartieri di periferia e nel centro della città. Partecipanti inferiori alle attese

'Storie di tutti i giorni, storie di noi brava gente'. Ha preso il via così, con questa canzone, il corteo organizzato questa mattina, domenica 24 maggio, a Ponte di Nona, nella periferia Est della Capitale. All'appuntamento, cittadini, comitati di quartiere e associazioni che hanno accolto l'invito del Caop (Coordinamento azioni operative Ponte di Nona) per chiedere la chiusura dei campi rom ma anche per dire 'basta' al degrado in cui versano non solo periferie ma anche quartieri del centro città. Il corteo, partito intorno alle ore 10.30, ha percorso viale Caltagirone, un tratto della via Collatina a ridosso del centro commerciale, per risalire poi, da via Grappelli a piazza Muggia, dove si è svolto il concentramento iniziale.

Rispetto ai numeri annunciati, la manifestazione svoltasi dietro lo slogan 'Basta campi rom' ha però visto una partecipazione di poche centinaia di persone. Presenti in piazza, sotto il simbolo del tricolore, i comitati di quartiere Appio-Tuscolana, Torre Angela, Tor Sapienza, Tor Pignattara, associazioni cittadine del quartiere Settecamini, Case Rosse, comitato Popolare Appio-Latino, Spazio libero Tenaglia, Coordinamento di ribellione dei rioni e dei quartieri di Roma, Noi X Roma, Italia Nazioni, Fronte Romano di riscatto popolare, Fiderfida. In testa al corteo le auto del Caop di Ponte di Nona e del vicino quartiere Colle degli Abeti, in coda, invece, le macchine del C.O.R.C, coordinamento operativo residenti di Corcolle, i gruppi interessati alla vigilanza tra le strade dei quartieri durante la notte. Non hanno sfilato, invece, i cani salvati dai maltrattamenti nei campi rom, come annunciato. 

Franco Pirina, presidente del Caop di Ponte di Nona, durante le svolgimento del corteo ha dichiarato: "Con la manifestazione di oggi chiediamo la chiusura dei campi rom, diciamo 'basta' al degrado che colpisce i nostri quartieri" e sulla presenza, in termini numerici, Pirina ha commentato: "A noi interessa la rappresentanza, a volte un territorio può essere rappresentato anche da poche persone che esprimono la voce dei quartieri". Alle parole del presidente del Caop fanno eco quelle di Giulia Ciapparoni, dell'associazione 'Noi X Roma': "L'italiano si lamenta ma poi non scende in piazza. Se con la manifestazione di oggi non dovesse cambiare niente, continueremo a portare le nostre istanze, a presentare il nostro dissenso nei confronti di quelle politiche che non rispettano e non amano gli italiani".

Emanuele Mancini, presidente del comitato di quartiere Appio-Tuscolano, dichiara: "Ci aspettiamo una maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali, se questo non dovesse avvenire, cosa che temo, la giornata di oggi sarà solo un punto di partenza e non di arrivo, organizzeremo nuove mobilitazioni, anche nel centro della città, dinanzi agli uffici preposti".

Alla manifestazione anche Michela Esposito, in rappresentanza delle associazioni del quartiere Settecamini, denuncia: "Anche noi viviamo il disagio della vicinanza del campo rom di via di Salone, con roghi tossici e la delinquenza che ne deriva. Chiediamo a gran voce la chiusura dei campi e l'integrazione dei rom che invece rispettano le leggi, a cui vanno riconosciuti diritti e doveri". Danilo Cipressi, Fronte Romano di riscatto popolare, conclude: "Chiedere la chiusura dei campi rom significa chiedere la chiusura di quegli spazi sovvenzionati dalle tasse dei cittadini onesti che sono ricettacolo di delinquenza e questo non è razzismo - poi continua - La giornata di oggi è una tappa di un lungo percorso iniziato già diversi anni fa per combattere il degrado nella città, da via del Corso alle periferie, dove abusivi occupano sempre più spazi pubblici".

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