Ponte di Nona Ponte di Nona / Via Guido Fiorini

Nuova Ponte di Nona: sabato l'inaugurazione della nuova parrocchia

L'appuntamento è fissato per la giornata di sabato 10 dicembre alle ore 16.30 nella chiesa parrocchiale di via Guido Fiorini 12. All'evento anche il cardinale Vallini

La posa della prima pietra è avvenuta due anni fa. Finalmente la costruzione del nuovo complesso parrocchiale dedicato a Santa Teresa di Calcutta è stata ultimata. Così a Nuova Ponte di Nona i residenti potranno avere un luogo di culto diverso dal prefabbricato frequentato per anni. Esprime soddisfazione anche don Fabio Corona, il parroco: "La nuova parrocchia sarà l’unico vero punto di riferimento per gli oltre 17mila abitanti del quartiere, finora caratterizzato dall’assenza di opere pubbliche". L'appuntamento, in via Guido Fiorini, 12, è fissato per il pomeriggio di sabato 10 dicembre alle ore 16.30 con la celebrazione della liturgia. 
 
Diverse le personalità che interverranno alla celebrazione. Tra queste il cardinale vicario Agostino Vallini che presiederà la celebrazione di dedicazione della nuova chiesa parrocchiale di Santa Teresa di Calcutta a Nuova Ponte di Nona  e il vescovo Giuseppe Marciante, ausiliare per il settore Est della diocesi di Roma. Ancora monsignor Liberio Andreatta, segretario generale dell’Opera romana per la preservazione della fede e la provvista di nuove chiese in Roma, dal parroco della comunità di Nuova Ponte di Nona don Fabio Corona e da una trentina di presbiteri, tra parroci della diciottesima prefettura, Fratelli Missionari della Carità - Contemplativi e sacerdoti amici e collaboratori della parrocchia.
 
Un nuovo complesso dunque pronto ad accogliere i fedeli dell'intero quartiere Nuova Ponte di Nona. "Il nuovo complesso di via Guido Fiorini - afferma il parroco don Fabio Corona - si porrà come unico vero punto di riferimento per gli oltre 17mila abitanti del nostro quartiere, finora caratterizzato da un’edilizia anonima e dall’assenza di opere pubbliche". Alle sue parole fanno eco quelle di monsignor Liberio Andreatta, che sottolinea "l’esemplarità dell’azione della Chiesa nella realizzazione di opere straordinarie in quartieri periferici e altrimenti senza identità: li valorizzano - dice - e li umanizzano mettendo a disposizione del territorio servizi sociali di aggregazione, di riqualificazione e di innalzamento culturale, che passa anche dalla bellezza architettonica. E ciò è possibile senza episodi di corruzione e senza perdite di tempo o di denaro, a tutto beneficio della comunità". Una comunità che don Fabio ha visto nascere e crescere perché ne è parroco dal 5 settembre 2005, la stessa data dell’erezione canonica della parrocchia: "Quando sono arrivato qui - racconta - c’erano solo prati e cantieri edilizi. La Messa e le attività di catechismo le abbiamo svolte fin dall’inizio in un prefabbricato".
 
IL PROGETTO - La progettazione della parrocchia di Santa Teresa di Calcutta è stata curata dallo studio Petreschi, lo stesso studio che ha curato la realizzazione del palco allestito nella spianata di Tor Vergata per il Giubileo del 2000 e della parrocchia di San Tommaso Apostolo all’Infernetto. La costruzione dell'opera, invece, è stata possibile grazie ai fondi dell’Otto per mille e della diocesi di Roma ma anche grazie ai parrocchiani: "Tra questi - sottolinea don Fabio - ci sono tanti pensionati e persone umili che hanno donato sacrificandosi con generosità perché sanno che qui troveranno la loro seconda casa". L’aula liturgica di 600 metri quadrati è completamente rivestita in marmo travertino di Tivoli ed è racchiusa in un prisma triangolare con la copertura ascendente verso la voluminosa abside semicircolare: un’abside che "Nella sua plasticità - spiega l’architetto Marco Petreschi - visualizza la tenda dell’incontro e al contempo l’idea di passaggio dal terreno materiale all’immateriale celeste, a connotare l’essenza stessa dell’opera di Madre Teresa".

Parallelamente al lato sinistro della chiesa, e collegato a essa tramite uno snodo laterale, si sviluppa l’edificio che ospita il salone parrocchiale, le sette aule per il catechismo con annessi servizi e la casa canonica. Sempre sulla parte sinistra dell’aula liturgica, in prossimità dell’ingresso, si staglia il campanile formato da tre setti in pietra che seguono l’andamento progressivo verso l’alto della grande tettoia, con altezze crescenti dai 10 ai 24,5 metri e con il più alto traforato da una imponente croce: "Tre lastre - sottolinea l’architetto - che rappresentano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo". L’interno dell’aula, afferma don Fabio, "è caratterizzato da una rilettura moderna di elementi classici, a partire dalla suddivisione in tre navate, delimitate da dodici colonne, che confluiscono nel grande presbiterio". A progettare quest’ultimo e gli arredi liturgici fissi, il Centro Aletti diretto dal gesuita padre Marko Ivan Rupnik. "All’interno della chiesa - conclude il parroco - saranno custodite due reliquie ex sanguine di santa Teresa di Calcutta. Una verrà esposta in una teca e l’altra posta sotto l’altare insieme a quelle di altri santi: Giovanni Paolo II, Pio da Pietrelcina, Giovanna Beretta Molla, Gabriele dell’Addolorata e i fondatori delle Suore Figlie della Croce presenti in parrocchia da dieci anni". 

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