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Immagine di archivio

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Ponte di Nona, la scuola resta chiusa, bimbo disabile costretto a casa. La mamma: "Diritti violati"

L'alternativa sarebbe stare in classe con un altro bambino portatore di handicap ma le classi 'differenziate' sono state abolite

Giorgio, nome di fantasia, è un bambino disabile di otto anni, frequenta la terza elementare e da quando il Lazio è stato dichiarato ‘zona rossa’ non va a scuola. “E’ a casa, senza assistenza, con tutte le difficoltà che questo comporta” ha raccontato mamma Noemi al nostro giornale. E nonostante le ripetute richieste e le denunce presentate da più parti, per Giorgio non c’è ancora nessuna novità: l’alternativa sarebbe tornare tra i banchi in una classe di soli bambini disabili ma questo non può accadere: “E’ contro la legge” ha precisato Noemi.

Siamo alla scuola ‘Emma Castelnuovo’, a Ponte di Nona nella periferia est della città dove le aule sono chiuse da oltre una settimana e dove gli insegnanti, come in altre città d’Italia, lavorano con la didattica a distanza. Giorgio però dovrebbe tornare in classe: il condizionale è d’obbligo perché nonostante le linee guida ministeriali lo prevedano non ha ricevuto ancora nessuna comunicazione dalla scuola: “Mio figlio ha diritto alla didattica in presenza ma da giorni io non ottengo nessuna risposta dall’istituto, se non la possibilità che Giorgio stia in classe con un altro bambino portatore di handicap per altro completamente diverso dal suo con il quale non ci potrebbe essere nessuna interazione” ha aggiunto.

“La classe differenziata è contro la legge 517/77 che le abolisce - ha precisato mamma Noemi che dopo 26 telefonate in un giorno solo è riuscita a parlare con l’ufficio didattica - Mi hanno detto che la classe non si è formata ma non è vero perché nessuno dei compagni di mio figlio è stato chiamato per paventare la possibilità di tornare a scuola su base volontaria”. Intanto il gruppo Lega ha chiesto la convocazione di una commissione scuola in Campidoglio per fare luce sulla vicenda.

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