Ponte di Nona Ponte di Nona / Via Aldo Capitini

Fogna nei garage, Ater risponde: "Colpa degli occupanti. Bonifica solo con il ripristino legalità"

La risposta di Ater sulla situazione emergenziale delle case popolari di via Capitini, a Ponte di Nona vecchia

Un garage trasformato in una fogna a cielo aperto. Succede nel complesso delle case popolari di via Aldo Capitini, a Ponte di nona vecchia. Una situazione che, come raccontato da RomaToday, va avanti ormai da anni con tutti i disagi che una situazione del genere provoca: cattivi odori e zanzare fin dentro le abitazioni.

La risposta di Ater: "Colpa degli occupanti"

Da parte su l’Ater, proprietaria degli immobili, fa sapere che “lo stato di abbandono riferita ai garage, peraltro realizzati del tutto a norma, è purtroppo riconducibile all’uso improprio dei locali extraresidenziali sovrastanti, occupati da anni ad uso abitativo e nei quali sono stati creati degli scarichi a dispersione semplicemente bucando i solai. La bonifica di quegli spazi è possibile solo con il ripristino della legalità”. I locali a cui si riferisce l’azienda regionale, sono quelli in cui vivono una quindicina di famiglie in emergenza abitativa e che ora rischiano di vedersi staccare la corrente.

Il progetto di riqualificazione e riconversione dei locali commerciali

“Ater - continua la nota inviata a RomaToday - ha dato avvio a diversi progetti di rigenerazione e riqualificazione (si vedano i casi di Corviale, Primavalle e Quarticciolo) tutelando le situazioni di fragilità e analogamente si intende fare nel complesso di via Capitini per il quale nel Piano triennale 2019-2021 abbiamo predisposto un progetto finanziato dalla Regione Lazio con 1,2 milioni di euro che prevede il cambio di destinazione d’uso di quei locali e la realizzazione di 13 nuovi alloggi”. “L’eventuale trasferimento temporaneo ad altri alloggi previsto per la realizzazione del progetto di riqualificazione - conclude la nota di Ater - è legittimo e praticabile solo per i nuclei che abbiano i requisiti richiesti dalle norme per l’emergenza abitativa”. A tal proposito, il responsabile provinciale di Asia Usb, Pasquale Nappo, ricorda: “Mi sono occupato personalmente del censimento degli occupanti, e di tutto il loro nucleo famigliare, con i documenti necessari ad Ater per avviare tutte le verifiche del caso. Sarebbe il caso che l’azienda pensasse di avviare il tutto in maniera celere, visto che appare evidente come la condizione di queste famiglie sia legato anche al ripristino dei locali sotterranei oggi ridotti ad una fogna. Senza dimenticare che se verrà davvero staccata la corrente - sottolinea Nappo la loro condizione già precaria verrà ulteriormente peggiorata e qui vivono molti bambini”.

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