Torri Via di San Vittorino

Discarica Corcolle, Legambiente: lettera al Mibac contro ‘lo scempio’

I presidenti dei circoli ambientalisti di Tivoli e Lazio inviano una lettera al ministro Cecchi descrivendo le peculiarità a rischio nell'area individuata dal Commissario Pecoraro

Villa Adriana: Teatro Marittimo

Perseguiamo ogni strada possibile. Queste le parole del presidente del Circolo di Legambiente Tivoli durante l’irruzione di Striscia la Notizia alla Villa di Adriano contro la possibile discarica di Corcolle - San Vittorino. Nuove vie che Gianni Innocenti ha intrapreso assieme al presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati inviando una lettera direttamente al nuovo Ministro per i Beni e le Attivitià Culturali Roberto Cecchi: “Apprendiamo con forte preoccupazione dagli organi di stampa, che oltre 160 ettari di campagna romana in località Corcolle – S. Vittorino, nel Comune di Roma, sono stati individuati dal Prefetto Pecoraro, in qualità di Commissario per l’Emergenza rifiuti, insieme ad altre aree, come luogo ideale per collocare una discarica in sostituzione di quella di Malagrotta, prossima alla chiusura. In questo caso, si tratta, come è noto di una bellissima porzione di Agro Romano Antico che ha conservato intatta la bellezza del paesaggio, ricco di resti archeologici e monumenti post antichi".

PER CONOSCENZA: Lettera a firma Parlati-Innocenti arrivata per conoscenza sulle scrivanie della Soprintendenza Regionale Lazio, di quella per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Comune di Roma, e delle Soprintendenze di Roma Capitale per i beni archeologici e culturali: “Il sito individuato per conferire inizialmente circa 2.800.000 metri cubi di rifiuti si trova a circa 700 metri dal limite della fascia di rispetto di Villa Adriana (monumento incluso tra i beni patrimonio dell’umanità Unesco), nel cuore del territorio dove si trovano i resti monumentali dei grandi acquedotti e ponti romani (Ponte Lupo 147 a.C.), nelle immediate vicinanze del Borgo Medioevale di San Vittorino e del Castello di Corcolle, ad un passo da una estesa necropoli di rilevante importanza portata alla luce dagli scavi condotti in loco tra il 1994 e il 2011 dai Professori Fausto Zevi e Zaccaria Mari”.

LEGGE REGIONALE: Missiva di Legambiente che richiama l’attenzione in relazione ad una Legge Regionale del 1999 per la valorizzazione di quell’area: “Ci risulta che codeste campagne di scavo ivi condotte ,hanno portato alla luce reperti pregiatissimi, per la maggior parte ancora mai esposti e volutamente tenuti nascosti a scopo di evitarne il saccheggio. La scelta di realizzare una discarica in questi luoghi va inoltre contro una delibera della Giunta Regionale (n°543 del 18\07\2008) che individuava proprio questo territorio in base alla Legge Regionale n°40 del 22\12\1999 come 'area di programmazione integrata per la valorizzazione ambientale, culturale e turistica del territorio'. Come è noto, codesto territorio, proprio in virtù del suo pregio ambientale ed archeologico, di cui sopra si narrava, è stato sottoposto dal legislatore a vincoli archeologici, monumentali e paesaggistici, proprio al fine di preservarlo e garantirlo da qualsivoglia manomissione”.

RISCHIO PER LA SALUTE: Circoli ambientalisti che richiamano anche al grave rischio che si potrebbe ripercuotere sulla salute dei cittadini residenti nelle zone limitrofe alla discarica di Corcolle - San Vittorino: “Inoltre, l'area in questione è sottoposta altresì a vincoli idrogeologici legati alla presenza della falda sotterranea dell’Acqua Marcia, di un lago e di un affluente diretto dell’Aniene. Grazie a questo grado di tutela, hanno visto la luce importanti iniziative di tutela del territorio e di green economy, tra cui la produzione biologica di miele, olio, vino, ed altri prodotti che ora, se la discarica sarà resa operativa, saranno completamente vanificate e annullate”.

SCEMPIO CULTURALE: Lettera a firma Gianni Innocenti e Lorenzo Parlati che si conclude con un appello: “Crediamo, quindi, che sia assolutamente fondamentale impedire un simile scempio culturale e ambientale e pertanto, vi chiediamo di confermare con cortese sollecitudine l’esistenza e le declaratorie di tali vincoli, scongiurando così contestualmente il rilascio di pareri favorevoli in merito che, ove rilasciati, aprirebbero la strada alla compromissione definitiva ed irreversibile di un'area paesaggisticamente ed archeologicamente molto pregiata”.

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