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Polemiche slogan Atac, Nicodemi: "Cassone denunci i veri scandali"

"Un'iniziativa individuale nata probabilmente da un'idea di una persona che mi sostiene, uno dei tanti che frequentano il mio blog"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

«Ribadisco che non ero al corrente del messaggio apparso su un autobus, che invitava a votarmi, né conosco l'autore del gesto. È un'iniziativa individuale nata probabilmente da un'idea di una persona che mi sostiene, uno dei tanti che frequentano il mio blog, che leggono le mie denunce e che condividono le battaglie. E pur trovandola originale e simpatica affermo, senza alcun problema, che azioni di questo genere non devono esser fatte, né ora né mai».

Lo dichiara in una nota David Nicodemi, candidato con la Lista Civica Marino Sindaco in VI Municipio (ex VIII).

«Ho criticato, anche aspramente, - continua - la politica dell'attuale governance, ma sempre nel rispetto della Società Atac, la cui storia è densa di primati. E non ho mai pensato di utilizzare i suoi mezzi per farmi campagna elettorale, non è proprio il mio stile, assolutamente. Chi mi conosce lo sa».

«Invito il consigliere Cassone a seguirmi, a salire sugli autobus, sui tram e sui treni delle metropolitane e delle ferrovie ex-concesse, venga, come faccio io, a parlare con i cittadini e con il personale viaggiante, così si renderà conto in quale vortice sono caduti i servizi pubblici e in quali condizioni il personale è costretto a lavorare. E lo Invito altresì a denunciare con altrettanta solerzia i veri scandali che coinvolgono l'Atac; quelli si che hanno danneggiato l'immagine di Roma».

«Io sono abituato - conclude Nicodemi - a far una politica di frontiera, di strada, affianco dei cittadini: a me non interessano le amenità, i fronzoli, la retorica, sono una persona d'azione; lascio agli altri le polemiche, inutili e sterili, le quali non portano alcun beneficio alla Città di Roma. Invece di perdere tempo dietro a tale episodio, su cui mi sono espresso, la politica tradizionale dovrebbe incominciare a domandarsi il perché, il motivo per cui molti dipendenti dell'Atac, ai quali rivolgo un caloroso saluto, preferiscono rivolgersi a me anziché a loro».

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