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Revocato il congresso al circolo Pd Versante Prenestino

"Siamo di fronte a un fenomeno di 'ipertesseramento', mosso da personali interessi di potere che nulla hanno a che vedere con il coinvolgimento dei cittadini alla partecipazione e militanza nel Pd", si legge nel comunicato

Il circolo Pd Versante Prenestino ha diramato un comunicato per annunciare la revoca del congresso, previsto per ieri sera. 

“Il Circolo Pd Versante Prenestino del VI Municipio di Roma – si legge nella lunga nota –, in seguito ai gravi episodi avvenuti in fase precongressuale in questo territorio e nei congressi già svolti, comunica la revoca del congresso.  Abbiamo visto congressi di circoli in cui i veri iscritti e militanti, che hanno partecipato sperando di assistere a dibattiti politici sulle diverse mozioni, si sono ritrovati incastrati tra file di persone che, neanche conoscendo il nome del segretario nazionale del partito cui chiedevano di iscriversi, si accalcavano prima ai banchetti per richiedere la tessera di nuovi iscritti (dietro rigorosa ricevuta), e poi alle urne per votare secondo padrone. Siamo di fronte a un fenomeno di ‘ipertesseramento’, mosso da personali interessi di potere che nulla hanno a che vedere con il coinvolgimento dei cittadini alla partecipazione e militanza nel Pd. Senza partecipazione è impossibile la costruzione di qualsiasi processo di rivincita dell’Italia. Ma partecipazione è coinvolgimento di idee, di tempo, di impegno. È lavoro quotidiano. Non è partecipazione la ‘chiamata alle armi’ di cittadini ignari della loro mercificazione, cittadini il cui legame con il partito inizia con la promessa di poco e finisce con un tesseramento e un voto lampo. Essi sono solo le sfere di un abaco su cui contano la propria forza alcuni esponenti non di mozioni, ma delle loro personali ambizioni.

Il Circolo Pd Versante Prenestino ha deciso, nel suo piccolo, di ribellarsi a simile scempio. Senza garanzie di liceità delle operazioni di voto, non possiamo tutelare né il Pd né, soprattutto, i suoi militanti, dall’arroganza di chi crede di fare del più grande partito d’Italia (che nonostante errori e limiti rimane la migliore speranza e risorsa al servizio del Paese) suo personale strumento di potere. Aspettavamo con ansia questo congresso, sperando in una vera fase costituente, perché questo è il momento di capire in che direzione condurre questo partito: qual è la nostra idea di Italia, del nostro futuro in Europa, di quello dell’Europa nel mondo.  E invece non abbiamo mai visto una così totale assenza di dibattito e una così prevaricante invasione di tutto il resto. 

Crediamo nella centralità dei partiti, che siano portatori di istanze anche e soprattutto dei cittadini che non militano. Crediamo nel ruolo dei circoli come strumenti di reale radicamento nei territori. E crediamo nel tesseramento. In un tesseramento vero. Crediamo nell’importanza di avere tra le carte del portafogli un simbolo di cui andare orgogliosi. Ci crediamo perché per noi sono importanti le persone, la base che regge e guida il vertice. Crediamo nell’impegno e nella testimonianza della gente di ogni territorio, la cui importanza, però, non può essere richiamata solo al momento del voto, ma in tutto il processo di costruzione della nostra proposta. Non è quello che sta accadendo. L’onestà e l’integrità possono non essere requisiti espressi nel regolamento congressuale, ma sono principi che appartengono al dna di questo soggetto politico. Almeno, appartengono a molti militanti, a prescindere dalla loro storia politica, dalle mozioni che nel dibattito sostengono, che in questi anni hanno tenuto in vita, e con incredibili risultati, il Pd: nelle feste dell’Unità, nelle battaglie di interesse collettivo, tra le persone disagiate dei quartieri meno visibili delle città. Questi iscritti, militanti, cittadini, abbiamo il dovere di tutelare. A loro siamo pronti a rispondere, con loro a discutere le nostre proposte, insieme a loro a costruire un vero cambiamento”. 

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