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“Er foco” e “Quinto”, ecco i sottopassaggio e il loro rap di periferia

Raccontano storie di periferia e ironizzano su emergenze sociali. Sono Giovanni e Ivano, in arte "er foco" e "Quinto"

Fanno rap raccontando storie di periferia perché “con l’ironia colpisci di più”. Sono Giovanni e Ivano, in arte “Er foco” e “Quinto”. Sono due rapper, ma soprattutto sono due amici che hanno creato un duo, appunto: “I sottopassaggio”. Hanno entrambi 25 anni, provengono da Castelverde e da Gallicano nel Lazio e questa è la loro storia.

“Perché Sottopassaggio? Perché ci riferiamo alle tematiche più periferiche e più trattate nel genere underground e la parola sottopassaggio ne è appunto la traduzione, poi rappresenta il nostro partire da zero, da sotto a tutto”, hanno risposto Er foco e Quinto intenti a raccontare gli anni degli albori. “Siamo cresciuti insieme, abbiamo maturato insieme la passione per il rap – hanno continuato con l’entusiasmo di chi crede in un progetto e lo porta avanti, costi quel che costi – abbiamo iniziato a scrivere, ci abbiamo provato e così sono nate le nostre prime tracce”. Tra quelle più importanti “Il nostro dovere”, e ancora ma anche “La città vista dal basso” e “Volo sul volvo”. E proprio su quest’ultima che tratta argomenti come quello relativo all’etnìa rom, anche un commento dei due giovani rapper: “Il nostro obiettivo è ironizzare gli stereotipi che ci sono in merito a certi fenomeni o a certe emergenze, qui, spesso la cultura rom non viene riconosciuta come tale”.

E tra i loro ultimi lavori anche la traccia dal titolo “Con me”, hanno spiegato: “Abbiamo scritto questa canzone per sostenere la petizione “Io ci metto la faccia”, lanciata dal centro antiviolenza di Tor Bella Monaca contro la violenza di genere”. Tra i versi: “Qua ghettizzati da regime e cosa pensi fratè? Penso che l’uomo che la picchia non è un uomo, che fa finta di essere un G ma la realtà è che è un mezzo uomo, non è che con un pugno sei più forte, mo faccia a faccia ci vediamo prova a farlo con me”.

E mentre la loro musica racconta una parte di periferia che spesso resta nell’ombra, i Sottopassaggio hanno le idee chiare: “Non pensiamo di vivere facendo musica ma la nostra passione per il rap e per le denuncie sociali continua, vogliamo crescere e lo faremo insieme sotto il segno dell’ironia”.

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