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Rocca Cencia, insorge il comitato Periferie Roma Est: "Il M5s ci ha delusi"

Dall'emergenza rifiuti al degrado delle periferie, il comitato esorta il M5s a "salvare la faccia"

“Temiamo che le parole d’ordine cavalcate in campagna elettorale possano essere platealmente disattese”. C’è rabbia nei quartieri di Roma Est e in particolar modo tra le voci del neonato comitato Periferie Roma Est ormai stanco dei disagi legati al quotidiano che pesano sulla vita dei cittadini ogni giorno di più: “Emergenza rifiuti, degrado delle periferie e conseguente crescita del malcontento da parte dei cittadini, sempre più evidente nonostante i goffi tentativi di minimizzarne la portata, unitamente ai problemi giudiziari personali della Sindaca, ci danno il quadro di un’amministrazione comunale notevolmente indebolita, che fatica a dare seguito alle roboanti promesse elettorali” hanno fatto sapere. 

Un’esortazione a “fare” quella che si legge tra le parole del comitato Periferie Roma Est: “Riteniamo nostro dovere mettere l’attuale amministrazione di fronte alle sue responsabilità. Avete ancora la possibilità di salvare la faccia, e di fare ciò per cui i cittadini vi hanno dato fiducia, ma è necessario un cambio di passo. In caso contrario, la storia vi ricorderà non solo come l'ennesima promessa non mantenuta della politica ma come l'unico caso di immobilismo assoluto di una Amministrazione solo a parole”.

Già perché gli abitanti dei quartieri di uno dei versanti maggiormente disagiati della città hanno commentato: “VI Municipio che viviamo tutti i giorni con le sue pesanti criticità. Da cui a volte vorremmo scappare, ma a cui in fondo siamo legati. E per questo motivo vorremmo che fosse un posto migliore dove vivere e fare crescere i nostri figli”.

All’esortazione si aggiunge inevitabilmente la rabbia: “Non siamo prevenuti, né abbiamo alcun preconcetto di tipo ideologico. Ma di certo non tolleriamo che ci si serva delle speranze dei cittadini in difficoltà per un mero tornaconto elettorale. Tanto più se tali speranze riguardano un diritto tanto elementare quanto quello di poter respirare aria non viziata dagli orribili miasmi di un impianto industriale inserito in un abitato di decine di migliaia di persone” hanno concluso. 

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