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C'era una volta il QRE: da quartieri riuniti in evoluzione a quartiere riuniti in dissoluzione

Sono sette, tra associzioni e comitati, gli organismi che "si chiamano fuori" dal QRE, quartieri riuniti in evoluzione. La replica di Andrea De Carolis: "Atteggiamento inspiegabile che avviene in un momento di massima emergenza per le nostre terre"

C'era una volta il QRE. Da quartieri riuniti in evoluzione a quartiere riuniti in dissoluzione. Sembra essere questo il destino di una delle più attive "associazioni" di cittadini nel territorio di Roma Est. Una entità che da tempo era impegnata a combattere le problematiche ambientali, prima fra tutte "l'ecomostro" di Rocca Cencia. E mai come in questa occasione è d'obbligo parlare al passato.

IL CASO - Nei giorni scorsi, Andrea De Carolis, all'epoca dei fatti ancora assessore della giunta Romanella si è dimesso, non rilasciando dichiarazioni e non spiegando il motivo della sua scelta. La versione ufficiale del municipio è: "Motivazioni personali". Intanto però ai membri del QRE arriva una comunicazione, firmata da De Carolis nominato "coordinatore" durante un'assemblea plenaria, in cui viene spiegata la ragione delle sue dimissioni. Tra le cause quindi ci sarebbe "la messa in funzione del tritovagliatore di Rocca Cencia". Qualche giorno dopo anche la convocazione di una riunione in cui discutere di "azioni di contrasto al tritovagliatore".

I COMITATI PRENDONO LE DISTANZE - Associazione CdQ Villaggio Prenestino, Associazione Cittadinanza Servizi e Cultura Colle del Sole, Associazione Collina della Pace (Finocchio), Comitato Case Popolari di Rocca Cencia, Comitato di Quartiere Tor Bella Monaca, Consorzio Prato Lungo, Lista disoccupati Ponte di Nona. Sono queste le associazioni che si tirano fuori dal QRE e queste le loro motivazioni che riportiamo qui in maniera integrale:


"Non riteniamo valida l'assemblea del QRE tenutasi lo scorso lunedì 28 novembre in quanto la quasi totalità dei nostri rappresentanti non era volontariamente presente. La nostra assenza voleva essere un segnale di contrarietà al modo di agire che, dalla campagna elettorale per le elezioni di giugno in poi, ha caratterizzato una parte del gruppo. I pochi di noi che vi hanno partecipato, hanno visto una minoranza prendere decisioni unilateralmente, contrariamente al modus operandi deciso e definito dalle precedenti assemblee. Una minoranza che era tenuta a partecipare ai precedenti incontri organizzati per lavorare anche su progetti che andassero oltre la questione Rocca Cencia, ma che hanno disertato forse per poco interesse verso altre situazioni del nostro territorio ma sicuramente perché tenute in uno spazio pubblico sottratto a Mafia Capitale come quello del Centro Anziani di Ponte di Nona. Sottovalutare e disprezzare questo luogo di incontro è evidenza di quanto non ci sia unità di intenti rispetto alle nostre rivendicazioni che per noi vanno aldilà di Rocca Cencia. Siamo fieri di far parte di quei Cittadini che sottraggono spazi alla mafia per restituirli alla Cittadinanza. Riteniamo che questi siano fatti gravi, che confermano la prepotente volontà di pochi di voler politicizzare e strumentalizzare un movimento di cittadini liberi che si è sempre definito apartitico, così come descritto dalla Carta di Intenti che tutti noi ci eravamo impegnati a sottoscrivere ma che è stata più volte disattesa.Tutto questo ci spinge a dissociarci da qualunque scelta sia stata presa lunedì 28, compresa quella di nominare un coordinatore, e a non riconoscerci in questo modo di agire. Non ci ritroviamo più in un movimento nato con dei principi condivisi, su tutti la solidarietà tra quartieri e l’apartiticità dei partecipanti. Con questo, confermiamo la nostra uscita dal progetto QRE dal quale oggi prendiamo profonde distanze non riconoscendone l’autonomia e la neutralità che lo caratterizzava, esortando i superstiti dell’assemblea a non utilizzare l’acronimo QRE in quanto nome non più condiviso dalla pluralità dei quartieri. Il Qre non può essere rappresentativo di una minoranza".

LA REPLICA DI DE CAROLIS - "Alcuni singoli cittadini, che si firmano con il nome di associazioni private, dichiarano di uscire dal QRE  - esordisce - Tale atteggiamento, inspiegabile, avviene proprio nel momento di massima emergenza per le nostre terre data la riapertura di "Roccacencia", la cui esistenza è il motivo per cui il QRE ha iniziato il suo percorso di riscatto del concetto di cittadinanza". A questo aggiunge: "I Comitati Riuniti non possono che continuare la lotta con tutti i cittadini contro il tritovagliatore dei rifiuti che, nel lungo comunicato, non viene incredibilmente mai citato, quasi non fosse il bene della salute e della vita la prima cosa per cui battersi - puntualizza - Prima vivere a poi filosofare sulle tematiche locali a cui loro si riferiscono, crediamo che sia l'unica via, sia un dovere morale verso tutti i concittadini che guardiamo ogni giorno negli occhi". Infine conclude: "Continuiamo quindi con trasparenza e apartiticitá la lotta che ha avuto il culmine con il ritiro del precedente progetto di Ecomostro, chiedendo a tale riguardo, anche una convocazione urgente non solo del QRE, ma anche del Comitato Raccolta Fondi per il quale è necessario procedere con un'opera di trasparenza e comunicazione rimuovendo immediatamente i gravissimi casi di conflitto di interesse. Tali azioni potranno essere l'inizio del percorso di valorizzazione con il polo accademico internazionale per l'archeologia e il restauro all'interno del progetto PNAR".

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