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Ponte dell'Osa: la soluzione è lontana e il Municipio propone un ponte militare per accorciare i tempi

Ancora in corso le indagini per capire quale sia la causa del crollo

Le indagini per capire quale causa abbia determinato il crollo del ponte dell’Osa sono ancora in corso: quando saranno terminate si potrà decidere quali soluzioni mettere in campo. Intanto sul tavolo ci sono delle ipotesi: due per l’esattezza. Il tavolo è quello della commissione lavori pubblici del Campidoglio e gli interlocutori sono il Simu, il Municipio e il Campidoglio: insomma, la parte politica quella chiamata a dare le direttive perché come ha ricordato l’ingegnere Pacciani: “Noi siamo tecnici, ce lo dovete dire voi quello che dobbiamo fare, dateci gli strumenti e noi facciamo quello che volete" rivolto alla politica pentastellata”. E se in Campidoglio si lavora ancora tra “se” e “ma” il Municipio VI una soluzione l’ha portata a prescindere dai risultati delle indagini: la soluzione di chiama ponte Bailey, una struttura militare. 

L’ipotesi di soluzione proposta dal Simu 

Realizzare all’interno dell’arcata centrale il montaggio di una struttura in acciaio autoportante che farebbe da centina per la ricostruzione del ponte ad arco. Si tratta di una possibile soluzione che per ora è nell’ordine delle cose: un’ipotesi destinata a restare tale fino a quando non saranno ultimate le indagini atte a spiegare la causa del crollo del ponte dell’Osa che sta mettendo in ginocchio i residenti di una gran parte della zona Est del versante prenestino. Al netto di intoppi e con la “buona pace” degli enti preposti al rilascio delle autorizzazioni necessarie tra cui il Genio Civile, le tempistiche di massima per il ripristino della situazione durerebbero “non meno di quattro mesi” come ha sottolineato l’ingegnere Pacciani del Dipartimento Simu. Due settimane per la pulizia dei fossi e in parallelo anche la verifica della presenza dei sottoservizi; indagine dell’intradosso delle volte per verificare che non ci siano segni di ammaloramento e avvio del progetto vero e proprio: le cui tempistiche possono variare in base alla tipologia dell’intervento che si decide di adottare. Quindi, quattro mesi restano “una tempistica di massima” ha voluto precisare Alessandra Agnello, presidente della commissione capitolina. “Quattro mesi sono un tempo troppo lungo - hanno commentato invece i cittadini dei comitati presenti in zona - perché il commercio della zona sta morendo e i cittadini vivono disagi troppo grandi, non ultimo il passaggio delle autoambulanze, la cui tempestività è messa duramente alla prova”. Non solo: “Le barriere posizionate, i new jersey, non sono sufficienti a scoraggiare il transito pedonale di chi scavalca, c’è anche un problema di sicurezza”. 

L’ipotesi di soluzione proposta dal Municipio VI 

A prospettare una soluzione per ovviare ai tanti disagi che il crollo del ponte dell’Osa ha determinato e continua a creare ai cittadini del versante prenestino del quadrante Roma Est è il Municipio VI: “Abbiamo proposto la costruzione di un ponte Bayle – ha spiegato Roberto Romanella, presidente del Municipio Roma VI delle Torri – è un ponte di origine militare, strutturato per supportare i carrarmati e consentirebbe il passaggio dei veicoli come quello di pedoni”. Una proposta di soluzione che il Municipio ha già inviato anche alla sindaca Raggi perché razionalizzi insieme alle parti interessate la fattibilità del progetto. Intanto però un particolare di non poco conto potrebbe essere far svanire il “sogno”: i tecnici possono lavorare al recupero del ponte con questa struttura? Nuovo interrogativo che potrà essere risolto non appena le “indagini sulle cause” vengono portate a termine. 

"No alle somme urgenze, i fondi ci sono"

È l’opposizione ad aprire un discorso economico. “No” alle somme urgenze ché fanno rabbrividire i grillini ma “con quali soldi si faranno questi interventi?” hanno chiesto Roma torna Roma e il PD. “Nessuna somma urgenza, i soldi ci sono: c’è un fondo di 500mila euro, è necessario capire se togliendo la somma necessaria per gli interventi si inficia la realizzazione di altri e come poter procedere – ha spiegato D’Orrico l’assessore al bilancio del Municipio – ma questo lo stiamo studiando insieme all’assessore Lemmetti”. Profilata anche l’ipotesi di intavolare un discorso con il confinante Comune di Montecompatri. 
Le opposizioni puntano il dito contro la politica a cinque stelle del Campidoglio: "Avete perso tempo"

Le opposizioni: "Avete perso tempo"

Per le opposizioni però non c’è storia: “Avete perso tempo, queste cose si dovevano già fare ieri”, ha tuonato Svetlana Celli che ha poi continuato: “L’assessora Lagatta dov’è? Non deve aspettare di essere invitata, deve essere lei a convocare commissione e fare sopralluoghi, in queste zone i cittadini ci stanno chiedendo aiuto". Intanto il tempo è prezioso in Campidoglio e la presidente della commissione chiude con un "ci aggiorniamo" perché a mezzogiorno ci sarebbe stato il consiglio in aula Giulio Cesare e così il ponte dell'Osa torna uno dei tanti problemi da affrontare con i "se" e con i "ma". Intanto il Municipio ha convocato una riunione per il prossimo lunedì, in viale Cambellotti. 

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