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Ecodistretto Rocca Cencia, l'attivista Giancarlo Ceci denunciato per diffamazione

A Giancarlo Ceci, consulente di energie alternative e accusato di diffamazione, giunge la solidarietà di diverse associazioni, tra cui il QRE

Una denuncia per diffamazione ha raggiunto Giancarlo Ceci, rappresentante del comitato Alternativa sostenibile. Una denuncia che avviene in seguito alle dichiarazioni che Ceci, in difesa dell'ambiente e del diritto alla salute, ha rilasciato durante l'audizione parlamentare della scorsa estate. Era il 13 luglio del 2015, infatti, quando il rappresentante di Alternativa sostenibile, ha dato il suo contributo nella battaglia contro l'ecodistretto di Rocca Cencia. 

Diverse le associazioni che considerano la denuncia per diffamazione a Giancarlo Ceci, un 'allarmante tentativo di intimidazione'. A loro si aggiunge la solidarietà dai quartieri riuniti in evoluzione, raccolti nella sigla QRE. 

"Abbiamo saputo di una denuncia per diffamazione presentata nei confronti di Giancarlo, e aspettiamo di conoscere i nomi e i dettagli", fanno sapere i cittadini e le associazioni che esprimo solidarietà. "Giancarlo Ceci è stato denunciato per diffamazione per aver usato i giusti termini, per aver fatto dichiarazioni puntuali sulle responsabilità della Regione e della Provincia in tema di rifiuti segnalando l'assenza di una pianificazione nella scelta dei luoghi e delle impiantistiche che oggi non consentono la chiusura del ciclo dei rifiuti", proseguono ancora. 
 

Ancora non si conoscono con esattezza le motivazioni alla base della denuncia ma dal QRE c'è un sospetto: "Sulle motivazioni, spiegano: "Riteniamo che il termine 'collusione' abbia infastidito qualche poltrona, perché la verità risveglia l’indifferenza e l’inerzia delle istituzioni, mette in moto le menti e le coscienze".

Su Giancarlo Ceci, dal QRE: "Giancarlo Ceci è un tecnico, un perito industriale e un uomo da sempre impegnato nell’ambiente, a dimostrazione che un’alternativa sostenibile è possibile e perseguibile a vantaggio di una gestione virtuosa dei rifiuti e, quindi a vantaggio di tutti i cittadini". Dal QRE, poi la contestazione: "Il nostro sistema dei rifiuti, invece si è basato e si basa sull’ 'emergenza' perché con l’emergenza, si sa, si guadagna di più". E sull'accusa di diffamazione: "Parlare di cifre e di affari con le solite ditte, ha destato preoccupazione e qualcuno ha deciso di lanciare un messaggio - commentanto dai quartieri riuniti in evoluzione - Il nostro messaggio però vuole e deve essere più forte: la battaglia di Giancarlo Ceci è la battaglia di tutti i cittadini, del QRE e del Comitato Promotore a Tutela della Salute e dell’Ambiente, con il quale si chiede la rinuncia ad ogni ulteriore impiantistica e la dismissione del Polo AMA di Rocca Cencia".

Dal QRE fanno sapere: "Qui, nel municipio VI, AMA e privati, infatti gestiscono da 50 anni un ciclo di rifiuti che continua ad alimentare discariche e inceneritori, in barba alla raccolta differenziata e all’obiettivo di recupero auspicato dalla Comunità Europea - proseguono - Tutto questo a pochi passi dalle case, dalle scuole, in pieno centro abitato e a pochi metri da uno tra i siti più importanti della storia di Roma: la città di Gabii". Sull'importanza archeologica: "Conosciuta poco dai romani, ma famosissima all’estero, l’abbandono di Gabii e dell’Agro Romano Antico da parte delle amministrazioni sono la prova tangibile che con i rifiuti si guadagna più di ogni altro affare e più in fretta".

Infine, concludono: "Noi oggi, insieme alle altre associazioni e ai lavoratori USB dell’AMA, siamo al fianco di Giancarlo Ceci contro il malaffare e la malapolitica perché il diritto alla vita, alla casa, alla tutela dell’ambiente e del futuro non siano mai più calpestati in nome del profitto. 
 

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