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"Ama riattiva il tritovagliatore a Rocca Cencia", i residenti pronti a dire un altro "No"

Cori di protesta si levano dalle torri. Ad annunciare battaglia il QRE, intanto il gruppo PD chiede un consiglio straordinario su Rocca Cencia

Un'ipotesi paventata, nè confermata nè smentita dai diretti interessati: il tritovagliatore dell'impianto Ama a Rocca Cencia potrebbe rientrare in funzione. Se così fosse i residenti del quadrante di Roma Est del Municipio Roma VI delle Torri sarebbero pronti a scendere in strada, come fatto sempre fino ad ora, del resto. La notizia rimbalzata su alcuni quotidiani ha messo in allarme cittadini e opposizioni, in primis il Partito Democratico.

Dopo tante manifestazioni di dissenso attraverso cui tutta Roma Est ha chiesto a gran voce la chiusura dell'impianto AMA di Rocca Cencia e dopo le "promesse" provenienti da più parti in campagna elettorale, la riattivazione del tritovagliatore sarebbe davvero un duro colpo da mandar giù. Non solo per le promesse fatte in campagna elettorale ma che per le aspettative disattese di tanti cittadini che vivono in quella che loro stessi hanno definito "terra dei fuochi".

Quartieri riuniti in evoluzion

Ad annunciare battaglia qualora si dovessere rendere necessario è Andrea De Carolis in rappresentanza del QRE. De Carolis è stato nominato assessore all'urbanistica, lavori pubblici e edilizia residenziale pubblica nella giunta Romanella fin da subito, prima era uno dei più ferventi promotori del parco nazionale dell'agro romano. Improvvisamente, nel nomembre dello scorso anno ha rimesso le deleghe in presidenza, in quei giorni aleggiava il sospetto che Ama riattivasse il tritovagliatore. E' di nuovo in campo, in difesa dell'ambiente insieme al QRE: "Sembrerebbe che stia per essere autorizzato dalla Regione Lazio l'A.I.A. , per un potenziamento degli impianti privati confinanti con l’ AMA. Le ragioni tecnico-urbanistico-ambientali che hanno portato gli stessi promotori a rinunciare all' ECOMOSTRO AMA, permangono tutte".

De Carolis ha poi continuato: "Già a maggio il QRE ha fatto una istanza alle procure di Velletri e Roma per IMPEDIRE ogni altra speculazione economica su un territorio ed una popolazione devastati da 50 anni di "terra dei fuochi romana. Quanto dovrà durare ancora l’attesa per vedere atti concreti e non parole dalle istituzioni che ci rappresentano o che dovrebbero far rispettare la legge anche in ambito ambientale? Basta."

Partito democratico

A manifestare rabbia e indignazione anche il Partito Democratico delle Torri: "Uno straordinario salto della quaglia da parte dei Cinque Stelle che durante la campagna elettorale raccoglievano firme, presentavano interrogazioni e manifestavano ovunque. Tutto questo avviene nel più totale silenzio e nell'indifferenza del Presidente del Municipio e degli eletti, alcuni dei quali in campagna elettorale si erano distinti per l'impegno categorico nei confronti della chiusura di quell'impianto. Che fine hanno fatto le loro promesse elettorali? Che fine hanno fatto le firme raccolte? Che fine hanno fatto le decine di patologie che elencavano facendo riferimento a quell'impianto? Che fine ha fatto la sbandierata operazione rifiuti zero? Ma soprattutto, che fine hanno fatto i Cinque Stelle?".
Nanni elenca una serie di disagi come le discariche a cielo aperto, le strade martoriate dalle buche e aggiunge: "Abbiamo deciso di chiedere la convocazione di un consiglio straordinario sull'impianto di Rocca Cencia sperando che diventi l'occasione per far fare retromarcia su questa scriteriata scelta che il governo Stelle sta calando sulla testa dei cittadini del VI Municipio

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