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Castelverde B4, alle discariche di via delle Cerquete non pensa nessuno

Anni di denunce, terreni sequestrati, fogne a cielo aperto e discariche in ogni dove: c'è tutto, tranne le opere di urbanizzazione

Foto di Giusy Rotunno

Discariche per cui vale la pena combattere altre che possono restare così per anni come quelle di via delle Cerquete, nel piano di zona Castelverde B4. Chi vive qui ha impressa una data: il 2014, ovvero l’anno dell’ultima bonifica. Sono passati cinque anni, nel frattempo alcune aree sono state messe sequestro ma di pulizia nemmeno l’ombra. Lo sa bene Giusy Rotunno, presidente del Comitato “Cerquete 2003” che da tempo, troppo, si batte per ripristinare il decoro dell’area ma che ogni giorno deve fare i conti, insieme agli altri abitanti della via e di quelle adiacenti, con nuovi cumuli di spazzatura e di rifiuti ingombranti facendo lo slalom tra materassi, materiali edili di risulta e carcasse di auto. 

La fogna a cielo aperto di via delle Cerquete

Tra febbraio e marzo due aree di via delle Cerquete sono state poste sotto sequestro dalla Polizia Locale di Roma Capitale e i residenti, mentre aspettano le tanto agognate opere di urbanizzazione, sono costretti a fare i conti con una fogna a cielo aperto, una pozza composta da liquami a pochi, pochissimi metri dalle loro case. Eppure la sindaca Raggi per le opere di urbanizzazione ha approvato una delibera nel 2017 per acquisire al patrimonio le costruzioni e procedere ma ad oggi nulla, i residenti non hanno visto nulla. 

Dopo il sopralluogo della commissione ambiente solo silenzio

Qualcosa i residenti l’hanno vista: lo svolgimento di una commissione ambiente che da viale Cambellotti si è mossa in trasferta in via delle Cerquete poiché quest’area ricade fuori dai piani di zona ed è quindi di competenza comunale. “Hanno scritto quattro righe, con due possibili soluzioni per debellare la fogna ma sono rimaste solo parole, nessuna è stata messa in atto” ha aggiunto Rotunno. Eppure l’area è stata sequestrata a marzo. Singolare leggere come nel verbale della commissione dello scorso 30 aprile stia scritto: “Ci potrebbero essere due possibili iter percorribili parallelamente, il più veloce da attuare nel minor tempo possibile, è quello di riattivare le pompe provvisorie di sollevamento e la bonifica dell’area in questione tramite il coinvolgimento di ACEA Ato 2 e il Dipartimento PAU”. Già, il minor tempo possibile… 

Le telecamere di videosorveglianza contro gli “zozzoni”. Quale funzione?

“La presenza delle telecamere di videosorveglianza ha anche peggiorato le cose – ha concluso Rotunno – Ormai gli zozzoni per evitare di essere ripresi, quando scaricano i rifiuti li lasciano prima della rotatoria, così la discarica si allarga e i rifiuti sono davvero ovunque ormai”. 
 

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