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La Lega marcia in periferia e porta la discarica a cielo aperto di Castelverde in Parlamento

Da anni i cittadini del quadrante est del sesto denunciano rifiuti e miasmi e attendono la seconda bonifica mai avvenuta

Area da bonificare - Foto gruppo Lega Regione Lazio

Prima la bonifica poi l’edificazione delle opere mancanti: sono queste le aspettative dei cittadini di Castelverde che da anni denunciano a gran voce le condizioni di degrado ambientale in uno dei territori più periferici del municipio VI che di recente si è “guadagnato” il titolo di “Terra dei fuochi di Roma est”. Non solo discariche a cielo aperto ma impianti per lo smaltimento di rifiuti, zone franche dove l’abbandono di ingombranti è una costante. È così che i residenti del quartiere e delle zone limitrofe respirano fumi, inalano miasmi. Tante promesse, nessuna azione. Almeno fino ad ora. 

Sopralluogo della Lega a Castelverde

Nei giorni scorsi una delegazione del gruppo Lega (regionale e parlamentare) ha effettuato un sopralluogo a Castelverde, insieme al coordinatore territoriale Vittori: “Vogliamo portare alla luce un problema di estrema importanza che i residenti sono costretti a subire ogni giorno da circa trent’anni. Sembrano lontani ormai gli annunci e proclami da campagna elettorale di Virginia Raggi in cui prometteva una seconda bonifica della zona – hanno detto il senatore William De Vecchis e Laura Corrotti, consigliere Lega Regione Lazio a margine della visita - Ci siamo impegnati a presentare un’interrogazione parlamentare per conoscere la lunga storia di questa discarica abusiva rimbalzata negli anni tra TAV e Comune di Roma.

I cittadini attendono il secondo stralcio di bonifica

L’ultima commissione comunale sulla discarica di Castelverde risale allo scorso 25 marzo e fu chiesta dalla consigliera civica Svetlana Celli, prima ancora (1 agosto 2017) sopralluogo della commissione parlamentare di inchiesta sulle periferie. All’appuntamento, dal Municipio VI un solo rappresentante, l’attuale capogruppo della Lega in consiglio Pamela Strippoli. “In quella circostanza fu spiegato dal Dipartimento Ambiente - che la seconda operazione di bonifica avrebbe dovuto necessariamente procedere a stralci”. Questo perché le terre da anni assegnate a Lunghezzina che dovevano essere utilizzate per il riempimento della vasca di stoccaggio hanno necessità di essere nuovamente caratterizzate. “Ho trovato singolare all’epoca e trovo assurdo tutt’ora che nessuno della maggioranza del governo di questo municipio sia intervenuto a gamba tesa sul problema perché quello che i cittadini vivono nel quadrante est è un disagio notevole e il loro diritto alla salute, per un amministratore pubblico, dovrebbe essere al primo posto nell’agenda delle priorità” ha concluso.

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