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Colle degli Abeti, dove anche una strada è "mejo de niente"

Sarà presto inaugurata via "Meglio di Niente" che collega il quartiere con Nuova Ponte di Nona. Questo, tuttavia non risolverà i problemi di chi ha deciso di acquistare da queste parti: mancano luce, acqua, strade e fogne

Nei prossimi giorni sarà inaugurata via "Meglio di niente" (i cittadini la chiamano "mejo de niente"), strada che finalmente collegherà il quartiere "isolato" Colle degli Abeti a Nuova Ponte di Nona. Di questa via ha fatto molto discuetere il nome ma ciò che invece dovrebbe far riflettere è il perchè è stato scelto e la storia che racconta. L'apertura dell'arteria, infatti, non risolverà i gravi problemi delle famiglie, quasi tutte composte da giovani coppie che hanno deciso di comprare qui, sfruttando le agevolazioni della legge 167.

"Molti se avessero saputo a cosa andavano incontro - ci ha spiegato Carmine D'Anzica del Comitato di quartiere Colle degli Abeti - avrebbero lascito stare. Il Piano di Zona Castelverde b4 è tra le zone del II° P.E.E.P. (le cosiddette 167) della periferia est di Roma che a regime dovrà ospitare 4000 cittadini. Ebbene in questo piano di zona c’è una situazione di grave ritardo delle opere di urbanizzazione alla luce del fatto che molte palazzine sono state costruite, alcune delle quali sono già abitate, ma nella zona sono carenti, e in alcuni casi assenti, i servizi essenziali come acqua, luce, fogne e strade".

"In pratica molti cittadini si sono trovati costretti a pagare e pagano delle case che non possono abitare o in cui devono vivere in situazioni di gravissimo degrado - ha aggiunto D'Anzica- Il pesante ritardo nella realizzazione delle opere di urbanizzazione è dovuto ad una carenza di fondi, conseguente al mancato avvio di una consistente quota delle previste cubature e ciò, probabilmente, anche a causa di un errore nella esecuzione di un esproprio che ha comportato il blocco degli interventi in una parte del piano di zona. Siamo in continuo contatto con l'assessore Ghera e con Di Cosimo ma i problemi non sono stati risolti, l’esproprio non avviene e le opere di urbanizzazione rimangono lentissime, se non ferme".

Carmine D'Anzica è tra coloro che ancora non possono vivere tra le mura che hanno comprato. E' costretto a pagare un affito in un'altra zona della città e ci spiega il perchè l'inaugurazione di "Via meglio di niente" non darà sollievo a chi vive da queste parti. "Questo tratto di strada - ha detto a Romatoday - interessa solo una parte di Colle degli Abeti, la più abitata, spostata geograficamente verso Nuova Ponte di Nona. Per chi invece abita nella zona più vicina a Castelverde i guai restano. In questa porzione di rione, infatti, ancora sono riuscite a trasferirsi solo 500 famiglie, altre 2000 attendono di farlo e non hanno all'orizzonte una data certa".

In molti hanno acquistato casa già nel 2005, convinti che entro il 2007 sarebbero riusciti a prenderne possesso. I pochi "fortunati" che sono riusciti a farlo (circa 1500) vivono in condizioni precarie: non hanno ancora i contratti di luce e acqua, devono usufruire di quelli di cantiere; sono "invisibili" per l'anagrafe visto che non possono spostare la loro residenza qui perchè Colle degli Abeti non ha ancora vie registrate e numeri civici. Come se non bastasse, condividono con il resto dei cittadini della periferia est i disagi degli spostamenti "impossibili" per colpa delle code interminabili nelle ore di punta e dell'assenza di mezzi pubblici.

Il comitato di quartiere di Colle degli Abeti è in continuo contatto con l'amministrazione comunale: "l'unica che in questo momento può fare la differenza, facendo pressioni sul consorzio incaricato di ultimare le opere di urbanizzazione". Negli scorsi mesi i cittadini hanno partecipato a riunioni  della commissione urbanistica, hanno inscenato proteste al Campidoglio ma, nonostante le promesse, non hanno visto cambiare la situazione.

"Dicono che da qui a due anni avremo anche il collegamento con l'A24 ma ce lo ripetono già da un anno, qui la situazione è sempre la stessa - conclude D'Anzica - Non sappiamo più cosa fare e, in ogni caso, ormai abbiamo speso la nostra unica possibilità di usufruire delle agevolazioni della legge 167".

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