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Corcolle: sì all’isola ecologica ma i residenti aspettano un centro polivalente

Due le isole ecologiche previste sul territorio del sesto municipio: una a Corcolle, l'altra a Passo Lombardo

Sono due le isole ecologiche previste sul territorio del sesto municipio: una a Corcolle, l’altra a Passo Lombardo. Le commissioni capitoline urbanistica e ambiente lo hanno deciso nella mattina di lunedì approvando la delibera. Intanto a Corcolle, i residenti: “Sì all’isola ecologica, no alle decisioni calate dall’alto” e per via Ripatransone gli abitanti del quartiere avevano altri progetti. 

I residenti seppur d’accordo alla realizzazione dell’isola ecologica in quartiere: “Lo abbiamo proposto per primi tra lo stupore generale” come ha spiegato Maurizio Santoprete, presidente del comitato, aspettano la realizzazione di uno spazio aggregativo, come un centro polivalente e ribadiscono: “No alle decisioni dall’alto senza consultare i cittadini” ha aggiunto Danilo Proietti, presidente dell’associazione ‘Un mondo nel cuore’. La lontananza da altri quartieri e le difficoltà per la consegna degli ingombranti, hanno fatto sì che fossero gli stessi cittadini di Corcolle a richiedere un’isola ecologica sul territorio: “Ma lontana dal centro abitato, bocciata da chi ora la propone su uno spazio interno da espropriare sul quale noi avevamo proposto un centro polivalente per la borgata – ha aggiunto Santoprete - Chi ha bocciato la nostra proposta ora brinda a decisioni prese senza sentire chi ci abita, avremmo voluto che lo stesso decisionismo fosse stato applicato per le strade, soprattutto per la scuola nuova media, in attesa da ormai 20 anni”. 

A puntare sull’importanza di un centro di aggregazione che possa permettere ai residenti di Corcolle di non dover raggiungere necessariamente i quartieri limitrofi è Danilo Proietti: “Quei terreni da sempre erano stati pensati per costruire una palestra, un polifunzionale, un'aula civica un luogo, insomma, che supportasse il quartiere dal punto di vista sociale e culturale”.  che potesse aiutare il quartiere sul lato sociale e culturale. Infine: “Vogliamo provare a contare le opere che ha fatto nel quartiere l'amministrazione negli ultimi 10 anni? È molto facile, nessuna nuova opera. Zero progettualità, zero idee, zero interesse nei nostri confronti” ha concluso Proietti. 

Intanto dalla commissione ambiente mobilità: “Lo spazio è sul piano regolatore come destinazione a servizi – ha spiegato Fabrizio Tassi, presidente - Non siamo noi ad averlo scelto ma il dipartimento PAU, proprio perché per quest’area non c’erano richieste. Se i cittadini individuano aree destinate a servizi senza necessità di cambio d’uso si può chiedere al Pau il perché della scelta”. 
 

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