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Castelverde San Vittorino / Via Capestrano, 31

Castelverde, i cittadini si appropriano dell'appartamento sottratto alla criminalità

Sorgerà un centro dedicato ai giovani dei quartieri del VI municipio

Da punto di riferimento della criminalità a centro dedicato ai giovani di Villaggio Prenestino, Castelverde, Giardini di Corcolle e Lunghezza. L’associazione Cdq Villaggio Prenestino, in collaborazione con Guardia rurale ausiliaria provinciale Roma, Un Mondo nel Cuore – APS, Radici in Famiglia e  Noi Siamo Opportunità, ha preso in gestione un appartamento di 150 metri quadri a Castelverde, su via Capestrano 31, che era sotto sequestro amministrativo.

L’associazione, grazie anche all’aiuto di Libera contro le Mafie, è riuscita ad ottenere dal tribunale sezione misure di prevenzione, con amministratore giudiziario Angelo Oliva, il comodato d’uso gratuito dei locali. In questo modo lo spazio, un tempo in mano alla criminalità, potrà essere restituito ai cittadini.

I progetti

Il locale non è ancora aperto al pubblico. Mancano gli allacci a luce e gas e sistemare alcune pratiche. I volontari, però, hanno già le chiavi e contano, magari entro la fine dell’estate, di rendere il centro completamente operativo. L’intenzione è quella di realizzare progetti ed iniziative dedicate ai giovani “che in questi quartieri hanno poco o nulla, specialmente dal punto di vista dell’aggregazione” spiega Stefano De Prophetis, portavoce dell’associazione Cdq villaggio Prenestino.

Il progetto si chiama “Space – spazio di prossimità per l’aggregazione, la cultura e l’educazione” ed è rivolto principalmente ai giovani che potranno proporre le loro idee e, se possibile, realizzarle. Parliamo, quindi, di un centro che, seppur sotto la supervisione delle associazioni, sarà quasi autogestito da ragazzi e ragazze del quartiere.

Largo ai giovani

“Abbiamo pensato che modo migliore per usare questo spazio fosse dedicarlo ai giovani – conferma De Prophetis – nel VI assistiamo ad episodi di vandalismo nelle scuole e spesso i giovani per bene vengono terrorizzati dalle baby gang.  Ci sembrava giusto dare uno spazio a ragazzi che hanno poco o nulla. Vogliamo che l’appartamento diventi un luogo dove si possano esprimere le proprie passioni e creatività”. Questo perché “l'unico deterrente concreto che come cittadini possiamo mettere in campo per togliere spazio alla criminalità è rendere vivi i quartieri, far sì che siano meno dei dormitori e più luoghi da vivere, dove incontrarsi, crescere, frequentarsi”.

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