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Giovedì, 11 Agosto 2022
Borghesiana Finocchio / Via Massa Silani

Il Tar boccia il ricorso del centro anziani: a Collina della Pace vince la giunta Romanella

A commentare la sentenza del Tar il presidente del Municipio Roberto Romanella

Una storia lunga e travagliata quella che vede protagonisti da un lato gli anziani del centro Pierini Emilio e dall’altro la giunta Romanella e che inizia durante l’era Scipioni alle Torri. In quegli anni infatti i locali di Collina della Pace sono stati affidati al centro anziani che si trovava invece in una struttura di via Massa Silani, di dimensioni più ridotte e con una struttura fatiscente. Il trasferimento nei nuovi locali è stato, per gli anziani del quartiere, un momento importante che ha visto aumentare anche la partecipazione popolare. Intanto però i locali della struttura di Collina della Pace erano stati destinati a diventare uno spazioZero99 che abbracciasse diverse fasce d’età, compresa quella degli anziani.

La delibera della giunta Romanella per annullare la delibera della giunta Scipioni

Nel marzo dello scorso anno, quindi, è stata votata dal consiglio del municipio delle torri una delibera che ha annullato di fatti la delibera con cui l’ex minisindaco Scipioni aveva affidato i locali. Da quel momento, marzo 2017, è iniziato un vero e proprio braccio di ferro tra le due parti: gli anziani anche supportati da una parte dell’opposizione hanno fatto sentire le loro ragioni, alzato la voce, annunciato dimissioni e barricate compreso il ricorso al Tar. E il tribunale regionale si è espresso con un rigetto rispetto alla loro richiesta. 

"I ricorrenti conoscevano bene la destinazione originaria dei locali"

E’ il presidente del Municipio Roberto Romanella a puntualizzare attraverso la sua pagina FB: “Il TAR Lazio il 9 marzo si è pronunciato con un rigetto sulla domanda cautelare presentata dai componenti del centro anziani di via Massa Silani attualmente occupanti i locali di Collina della Pace”. Sulla genesi del ricorso ha quindi puntualizzato: “È lo stesso TAR a prendere atto che i ricorrenti conoscevano bene la destinazione originaria dei locali, che, come ormai tutti sappiamo, non era certamente quella di centro anziani, bensì, semplificando, quella di un centro polivalente a disposizione dell’intera cittadinanza, prescindendo dall’età anagrafica”.

"La domanda cautelare è infondata"

Infine ha concluso: “Pertanto la domanda cautelare non solo non ha gli elementi per sembrare fondata, ma anzi è esattamente il contrario: appare sicuramente infondata. Risulta a questo punto chiara l’illegittima occupazione a tutt’oggi perpetrata da un ristretto gruppo di cittadini, che si è voluto finora appropriare di un un bene pubblico ai danni dell’intera collettività”.
 

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