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Borghesiana, famiglie in attesa dei buoni spesa. Nathalie: “Ogni giorno aspettiamo che suoni il citofono”

Nathalie ha due figlie, ha perso il lavoro dopo l'entrata in vigore del decreto Conte, suo marito è disoccupato da tempo

Immagine di archivio

Siamo al cinque maggio e non so cosa dare da mangiare alle mie figlie”. Nathalie è una mamma di 44 anni, con la “chiusura” del Paese prevista dal decreto Conte lo scorso 12 marzo ha perso il lavoro, suo marito è disoccupato da tempo e ha due bambine di 11 e 6 anni. Come tante altre famiglie ha presentato domanda per i buoni spesa ma non ha ricevuto nessuna notizia, nessun riscontro.

“So di essere nell’elenco dei beneficiari ma non ho nessuna novità, ogni giorno aspetto che suoni il citofono, sono settimane difficili, riusciamo ad andare avanti grazie alla donazione delle associazioni di volontariato e a un piccolo aiuto dei miei genitori ma per quanto altro tempo potremmo farlo? Non abbiamo alcuna entrata. Per noi è diventato impossibile anche comprare guanti e mascherine” ha concluso. La storia di Nathalie, da Borghesiana, è molto simile a quelle di tante altre famiglie che vivono nel territorio del sesto municipio: tutti in attesa dei buoni spesa del Comune di Roma. 

A supportare le famiglie nella compilazione delle domande per i buoni spesa, alcune associazioni del territorio. Tra queste Bella Vera di via dell’Archeologia: “Il vergognoso ritardo nella consegna dei buoni spesa ai cittadini del VI municipio porterà a due conseguenze: ci sarà chi non potrà mangiare e chi, nella totale disperazione, si ritroverà tra le braccia della criminalità organizzata locale che ringrazia il virus e l’incapacità di questa amministrazione – ha detto Nella Converti, anche delegata all’assemblea nazionale PD - Potranno avere al loro servizio i cittadini disperati e fidelizzarli a basso costo: sarà sufficiente dargli qualcosa da mangiare”. 

“Questa emergenza ha palesato la ristrettezza amministrativa a cui sono sottoposti i municipi – ha detto invece Fabrizio Compagnone, capogruppo dem in municipio VI – Una richiesta che il Municipio non ha gestito se non attraverso gli uffici che si occupano del sociale”. Ha aggiunto: “Deve essere riconsiderato il ruolo degli enti di prossimità come il municipio e parlare di decentramento, a questo poi si aggiungano i limiti e le incapacità della classe dirigente: un mix esplosivo per il nostro territorio”.  
 

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