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Torre Angela: Retake pulisce, i partiti imbrattano

Manifesto selvaggio: ancora una volta a dare il cattivo esempio sono amministratori e movimenti politici. Vanificato il lavoro dei retakers

Foto gruppo Retake Torre Angela

Tra centri sociali e 'localari' incivili il lavoro del "retakers" può diventare molto duro, spesso vano. Se poi a imbrattare i muri ci si mette anche chi dovrebbe dare il buon esempio, allora forse la battaglia per il decoro è persa in partenza.

Ne sanno qualcosa i retakers di Torre Angela, che dopo essersi fatti il classico mazzo per ripulire dai manifesti il sottopasso tra via Casilina e via di Torrenova, questa mattina lo hanno trovato di nuovo tappezzato di manifesti - "da entrambi i lati", viene precisato sulla pagina Facebook del gruppo. E dire che le locandine in questione sponsorizzano un dibattito politico organizzato dalla lista civica Rete Cittadini/e (di area centrosinistra), che vedrà, tra gli altri, la presenza dell’ex capogruppo della suddetta lista in Regione (nella passata consiliatura), Giuseppe Celli. 

UN VIZIO BIPARTISAN - Non è certo la prima volta che il Municipio delle Torri viene imbrattato da chi - per ovvie ragioni - dovrebbe dare il buon esempio. Nei mesi estivi Tor Bella Monaca è stata tappezzata di manifesti - rigorosamente non a norma - per sponsorizzare la rassegna "6 in Estate", evento - beninteso - patrocinato dal Comune di Roma. Paradossale quanto avvenuto lo scorso luglio, sempre tra Torre Angela e Tor Bella Monaca, dove i circoli Pd hanno avuto la brillante idea di spronare i cittadini alla differenziata imbrattando i muri con affissioni selvagge.

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Ma il vizio della locandina abusiva, si sa, è rigorosamente bipartisan. In occasione delle passate elezioni a distinguersi fu il candidato di centrodestra Massimiliano Lorenzotti, capace di appendere cartelli abusivi anche a quattro metri da altezza per renderne difficile la rimozione.

LE MULTE - Quanto accaduto a Torre Angela è tutt'altro che un caso isolato. Lo stesso copione è andato in scena a settembre a Piramide, e ancora prima nel quartiere Pigneto. Lo spirito che anima i volontari del movimento anti degrado è quello di rimboccarsi le maniche e non darsi mai per vinti. Ma al di là delle dichiarazioni di facciata e delle pacche sulle spalle, l’amministrazione sta facendo ancora troppo poco per dimostrare di essere dalla loro parte. Come sempre: la legge c’è, ma farla rispettare sembra una fatica di Sisifo.  

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