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PdZ C2 Lunghezza: la Polizia locale minaccia la chiusura delle strade

Per segnaletica usurata e cancellata, che deve essere ripristinata dal Consorzio di Urbanizzazione. "Di base c'è un conflitto di competenza tra Municipio VI /Polizia Locale e Dipartimento Mobilità", spiega Verdicchio

Con una nota del 4 aprile, il VI Gruppo di Polizia locale, parlando di “una situazione di pericolo per la circolazione stradale”, ha di fatto minacciato la chiusura delle strade di Colle degli Abeti relative al Piano di Zona C2 Lunghezza se il Consorzio per l'Urbanizzazione (Consorzio Nuova Lunghezza o COGELEGA) non sistemerà al più presto la segnaletica stradale, ormai totalmente usurata e cancellata, nonostante le ripetute richieste di intervento inoltrate.

Sono rischio chiusura, senza segnaletica e in area cantiere diverse arterie, come via Petrilli, via Marvelli, via Tancredi, via Caputo, via Gorga, via Bello, via Liberti, via Capozi, via Oliboni. Inoltre il Comando ha specificato che “non emetterà in futuro determinazioni dirigenziali al traffico provvisorie per strade di nuova costruzione, per altro sprovviste di certificato di collaudo e non in consegna dall’Amministrazione di Roma Capitale. Trascorsi i 30 giorni dalla data odierna, in mancanza del ripristino della segnaletica, si procederà alla revoca delle determinazioni al traffico provvisorie emanate da questo comando con relativa richiesta di chiusura delle stesse al Consorzio, quale soggetto responsabile delle aree di cantiere”.

“Facciamo presente che, da oltre un anno, avendo partecipato a molte riunioni sul tema, alcune anche verbalizzate, siamo a conoscenza della situazione – spiega Federico Verdicchio, presidente del comitato di quartiere Colle degli Abeti –: il consorzio ha presentato il progetto della segnaletica stradale per tutte le strade del Piano di Zona ultimate, ma che non riesce a realizzarlo (a costo zero per le casse comunali) perché non viene emessa la relativa Determina Dirigenziale a causa di un conflitto di competenza tra Municipio VI/Polizia Locale e Dipartimento Mobilità, basato sul basilare principio dell'italica burocrazia del ‘tocca a te - no, tocca a te’, a seconda che tale progetto sia interpretato come provvisorio o definitivo”.

Un problema grave, considerati i diversi incidenti che si sono verificati lungo quelle strade e il rifiuto delle assicurazioni di pagare. “Nel gioco dell'eterno rimpallo come al solito chi rischia di perdere la partita sono i cittadini, in questo caso 5000 circa – prosegue Verdicchio –, che da anni chiedono la regolamentazione delle strade con l'eliminazione delle aree di cantiere in nome della loro sicurezza (gli incidenti sono stati decine), del loro diritto al rimborso in caso di incidente effettuato sull'itinerario della casa in cui abitano (le assicurazioni non vogliono pagare), del diritto ad essere raggiunti da servizi che nelle aree di cantiere sembra non possano arrivare, insomma in nome del diritto ad essere considerati cittadini e non solo contribuenti da spennare (le case sono quasi tutte di proprietà e l'Imu che paghiamo è degna di abitazioni di lusso, non di appartamenti in edilizia economica e convenzionata ex legge 167). Questi sono i casi in cui le inefficienze della pubblica amministrazione si manifestano nella maniera più odiosa e vergognosa, perché non si tratta della ormai nota fattispecie del ‘vorrei, ma non posso per mancanza di risorse economiche’, ma del ‘potrei perché è gratis, ma la firma non la metto perché è meglio che la responsabilità cada su qualcuno diverso da me’”.

“Sperando che qualcuno si prenda la briga di tirare le fila di questa assurda vicenda e di imporre a chi di competenza di prendersi la responsabilità degli atti per i quali la sua funzione esiste ed è retribuita – conclude Verdicchio –, credo anche lautamente visti gli stipendi dei dirigenti del Comune pubblicati sul sito istituzionale, a richiesta posso inviare tutte le richieste di sistemazione della segnaletica inviate, a questo punto invano, dallo scrivente comitato di quartiere negli ultimi 3 anni spesso a seguito di incidenti. In assenza di interventi decidete a chi spetta firmare la Determina Dirigenziale per la deportazione di 5000 cittadini regolarmente residenti nelle abitazioni di loro proprietà e di una parte residente nelle palazzine acquistate dal Comune di Roma 5 anni fa che sarebbe la conseguenza della chiusura delle strade del quartiere”.

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