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Municipio VI (ex VIII): un progetto contro la speculazione edilizia

I comitati di quartiere propongono il progetto Re.Vi.Val. come risposta alla cementificazione

Il Municipio VI (ex VIII) conta quasi 250.000 abitanti e in tutto il territorio non c’è un parco pubblico degno di questo nome. Anzi, le uniche aree verdi degne di nota sono oggetto di futuri progetti di cementificazione che graverebbero ancora di più sul Municipio, già sovrappopolato, in termini di smog e traffico portandolo davvero al collasso.

I rappresentanti dei comitati di quartiere di Villaggio Breda, Gaia Domus, Villaverde e Fontana Candida propongono come risposta il progetto Re.VI.Val: Recupero, Vivibilità, Valorizzazione.

L’obiettivo è quello di dare un’alternativa rispetto alla cementificazione che il Comune di Roma vuole realizzare in queste preziose aree verdi a ridosso dei Castelli Romani. L’area, infatti, è attualmente destinata a due piani di zona: Grotte Celoni, già deliberata dal Comune e Casale Cesaroni che invece ancora deve essere deliberata. Questo significa che in queste 2 aree arriveranno circa 60 palazzine di almeno 5 o 6 piani ciascuna con 4500 abitanti.

Un progetto edilizio del genere non solo comporterebbe disagi riguardo traffico e servizi, ma sarebbe un danno irreparabile anche perché in quella zona ci sono una serie di reperti archeologici che potrebbero essere recuperati, come ad esempio la fabbrica Breda e i rifugi anti-aerei costruiti a 25 metri di profondità.

L’idea è quindi quella di sottrarre queste aree verdi alla cementificazione selvaggia e realizzare un grande parco pubblico per i cittadini e poi recuperare alcune location importanti e storiche, come i vecchi locali della fabbrica Breda, per destinarli all’arte e alla cultura: mostre, laboratori, attività giovanili e magari anche un bar e un ristorante. Tutto questo sarebbe fondamentale non solo per la salvaguardia ambientale ma anche per risolvere il problema del degrado e creare occupazione.

Risposte dalle amministrazioni, a partire da quella municipale e comunale fino ad arrivare alla Regione, non ce ne sono mai state, ma i comitati di quartiere continuano a battersi per veder realizzato il loro progetto perché è importante riconsegnare queste zone ai cittadini, creando luoghi di aggregazione e promuovendo attività culturali e rilanciare finalmente un Municipio da troppo tempo abbandonato a sé stesso.

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