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Giardinetti: tagli ai centri di formazione, l’appello del “S. Antonio”

La Provincia non ha finanziato i corsi di primo anno per il settore elettrico-fotovoltaico, termo-idraulico e del benessere. I lavoratori della struttura hanno scritto una lettera alle istituzioni

il CFP "S.Antonio"

Assolvono una importante funzione socio-educativa e offrono interessanti prospettive lavorative: i centri di formazione professionale costituiscono un punto di riferimento per i giovani della Capitale, in particolare in un periodo di forte crisi economica. Ma, per l’anno scolastico in corso, la Provincia di Roma non ha erogato fondi per l’attivazione di tutti i corsi previsti nell’offerta formativa, colpendo in particolare il CFP “S.Antonio” di Giardinetti.

“Nella nostra provincia, più di 500 ragazzi tra i 14 e i 16 anni, che hanno scelto di frequentare i percorsi triennali di istruzione e formazione professionale,  si sono trovati in estrema difficoltà perché i corsi ai quali si erano iscritti per assolvere all'obbligo di istruzione non sono stati avviati perché non sono stati finanziati – spiega Franco Casale, un insegnante del centro comunale “S. Antonio”, che svolge anche attività di orientamento nelle scuole –. In particolare i nove Centri di Formazione di Roma Capitale, che annualmente offrono una risposta formativa concreta a migliaia di giovani, spesso sottraendoli al degrado sociale delle periferie e aprendo loro interessanti prospettive per il proprio futuro, oggi lasciano fuori più di 300 ragazzi in età scolare. Altre centinaia di giovani dei comuni limitrofi di Monterotondo, Anzio, Albano e dei Castelli Romani seguono lo stesso destino. Questi corsi sono importantissimi per i ragazzi del VI Municipio: il “S. Antonio” serve infatti diverse zone, quali Giardinetti, Torre Maura, Torre Angela, fino a Zagarolo. Molti ragazzi lavorano grazie a noi.

Quest’anno siamo stati particolarmente colpiti dai tagli della Provincia, che non ha tenuto conto delle esigenze del territorio. I corsi del settore elettricista-fotovoltaico, termo-idraulico ed operatori del benessere non sono stati più attivati. I genitori hanno letteralmente tempestato di telefonate il centro, sperando in una riattivazione di queste discipline. 70 famiglie sono incerte se attendere o sperare in una nuova collocazione all'interno di un altro istituto. Parliamo di ragazzi che rischiano fenomeni come la dispersione scolastica, che magari sono stati già bocciati in altri istituti. La prospettiva che si delinea per loro è quella di essere dirottati verso percorsi inadatti, discipline ed indirizzi non corrispondenti alle loro aspettative e potenzialità, magari in strutture talvolta distanti dal territorio di residenza. Altra possibilità, non migliore della prima, è quella di essere inseriti o meglio ammassati nelle classi già super affollate dei corsi di IeFP scampati ai tagli della Provincia di Roma. La responsabilità è in parte della Regione, che non ha commisurato i fondi alla richiesta, della Provincia, che li ha distribuiti senza tener conto delle esigenze e del Comune, che non è intervenuto, come è successo in passato, per risolvere la situazione”.

LA LETTERA ALLE ISTITUZIONI – “I Lavoratori del CFP "S. Antonio" esprimono profonda preoccupazione per la sconsiderata decisione di non finanziare ed autorizzare l'avvio dei corsi di primo anno dell'obbligo di istruzione e formazione professionale – si legge in una lettera inviata dai lavoratori della struttura di via Casilina alle istituzioni –, previsti nel presente Istituto per l'A.F. 2013-14 nel settore elettrico-fotovoltaico, termo-idraulico e del benessere. Sono solidali con le circa 70 famiglie su cui grava la difficoltà e l'incertezza di far proseguire il percorso dell'obbligo ai propri figli minori nel settore formativo da loro prescelto. Manifestano la propria contrarietà e dissenso per la correlata negazione di diritti che tale scelta comporta per la cittadinanza, nonché per il danno in termini di credibilità e di immagine per la propria struttura formativa, che è sempre stata un punto di riferimento certo, nel VI Municipio ed oltre, per migliaia di giovani e le loro famiglie. Chiedono alle istituzioni in indirizzo di attivarsi concretamente per rimuovere ogni ostacolo al ripristino del diritto allo studio per tutti i giovani iscritti presso il presente CFP, in coerenza con l'azione di orientamento svolta in raccordo con le istituzioni scolastiche territoriali e delle aspettative pertanto maturate in molti giovani che legittimamente intendono proseguire gli studi presso la presente struttura formativa”. 

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