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Settecamini Sant'Alessandro / Via Marco Simone

Ryder Cup, dalla Regione stop alle "opere temporanee" per mancanza di documentazione

Dichiarata "improcedibile" la richiesta della Federazione Italiana Golf

Mancano i documenti più importanti e, di conseguenza, gli uffici della Regione Lazio hanno dovuto bloccare la procedura. La Ryder Cup, la “champions league” del golf che, per la prima volta, si giocherà in Italia dal 25 settembre al 1° ottobre 2023, presso il Marco Simone Golf & Country Club, alle porte di Roma, sta cambiando, e di molto, l’aspetto del Municio IV. Da mesi, ormai, si susseguono i lavori lungo la via Tiburtina, in particolare a ridosso del Marco Simone. Alcune opere temporanee, però, sono state bloccate per problemi soprattutto burocratici.

Opere temporanee

È stato presentato, dalla Federazione Italiana Golf, un elenco di opere temporanee da realizzare nel comune di Guidonia e sul territorio dei municipi V e IV. Questi interventi mirano “a potenziare la fruibilità della manifestazione”, si legge nella relazione generale presentata alla Pisana. Nello specifico, i lavori riguardavano la realizzazione di passerelle pedonali su via Marco Simone, di attraversamenti dei fossati, di opere di raccordo tra la via Marco Simone e le aree parcheggio e il posizionamento di “trackways”. Infine, tra le opere temporanee comparivano anche accessi ai parcheggi di scambio.

VAS

La verifica di assoggettabilità a VIA dei progetti ha la finalità di valutare se un progetto determina potenziali impatti ambientali significativi e negativi e deve essere quindi sottoposto al procedimento di VIA. In sintesi, si tratta di valutare, in maniera generale, quali impatti potrebbero avere delle opere in un’area per procedere, in seguito, all’esame per il rilascio della valutazione d’impatto ambientale dei singoli interventi.

Documenti mancanti

Il direttore della direzione regionale ambiente della Pisana si è visto “costretto” a stabilire “l’improcedibilità e la conseguente archiviazione dell’istanza” perché mancano diverse documentazioni che, per legge, dovevano invece essere presentate. Su tutte, manca lo “studio preliminare ambientale” visto che “è stato prodotto un elaborato denominato “relazione generale” ma non è stato stilato secondo le indicazioni ed i contenuti di cui alle vigenti disposizioni normative”. Mancano anche gli “oneri istruttori” con la “mancata quantificazione e il relativo pagamento della quota variabile, pari allo 0,15 per mille del costo complessivo dell’opera”.

Inoltre, nell’istanza di Verifica di assoggettabilità a VIA è stata dichiarata la trasmissione, in allegato alla stessa, di documenti che, in realtà, non ci sono. Manca la “documentazione attestante la conformità dell’opera alle previsioni pianificatorie e della destinazione dei suoli, l’inesistenza di gravami di uso civico, nonché la verifica se le aree interessate dal progetto siano state percorse o danneggiate dal fuoco e censite nel catasto comunale degli incendi boschivi”. Assenti, anche, altri documenti, che vanno dal “certificato di destinazione urbanistica vigente” fino alla dichiarazione del proponente circa “la disponibilità a recepire eventuali prescrizioni vincolanti volte ad evitare impatti ambientali significativi e negativi”.

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