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Settecamini, ancora nessun bando per i centri sportivi. I cittadini: “Delusi dalle promesse non mantenute”

Sono due i centri sportivi di Settecamini che saranno oggetto di bando: "Valentina Caruso" e "De Gregorio"

Una petizione on line lanciata dal comitato di quartiere “Settecamini e dintorni” chiedeva, otto mesi fa, la messa a bando e la riapertura del centro sportivo “Valentina Caruso”. Una raccolta firme interrotta dagli stessi organizzatori perché “A seguito di un incontro in comune tra noi, la famiglia di Valentina e la commissione sport capitolina presieduta da Angelo Diario, ci era stata garantita la messa a bando della struttura” ha detto Michela Esposito.

Da fine giugno a fine agosto: i bandi restano ancora un miraggio

I cittadini di Settecamini attendevano la pubblicazione del bando per la fine del mese di giugno ma restarono delusi: in quella occasione fu pubblicato, per il “Valentina Caruso” e per il “De Gregorio” altro centro sportivo chiuso del quartiere, solo un avviso di pre-informazione. In sostanza, il Comune rendeva noto che gli aggiudicatari del bando (che chi vivrà vedrà) avrebbero dovuto investire 830mila euro per ristrutturare il centro sportivo “Valentina Caruso” e 950 mila euro per il “De Gregorio”. Agli inizi del mese di luglio dalla commissione sport anche l’annuncio che il bando sarebbe stato pubblicato il 31 agosto. Ad oggi, a distanza di un mese e mezzo, dell’avviso pubblico neanche l’ombra tra la rabbia e l’indignazione dei cittadini e della famiglia che avevano iscritto i due centri anche al concorso “Roma Decide”. Il quartiere non ha altri centri dedicati allo sport che possano essere frequentati dai ragazzi, va detto che anche il centro culturale di via di Settecamini è chiuso. 

I cittadini: "Ci sentiamo abbandonati e delusi"

“Una presa in giro – ha concluso Esposito, presidente del comitato – Valentina era una ragazza del quartiere, morta sulle strade del quartiere e l’abbandono della struttura a lei dedicata non fa che oltraggiarne la memoria e allontanare ancora di più i cittadini dai luoghi di aggregazione. In questo quartiere non abbiamo nulla per i nostri figli, non solo siamo abbandonati dalle istituzioni ma anche raggirati perché le promesse fatte non vengono mantenute”. 

 
 

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