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Immagine di archivio

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San Basilio, le associazioni di quartiere scrivono a Raggi: “No allo sgombero dei giostrai”

Sono 75 le persone che vivono all’interno della comunità di via Grisolia che il prossimo 30 novembre dovranno lasciare lo spazio

“Ripristinare la legalità e il decoro urbano a San Basilio vorrebbe dire mettere mano al problema della casa e trovare soluzioni concrete per tutte queste situazioni di disagio. Al contrario, annunciare uno sgombero in piena pandemia sanitaria è un atto irresponsabile e pericoloso”. È questo parte del contenuto di una lettera che le associazioni di quartiere impegnate a Basilio da anni, hanno scritto al Comune di Roma, alla sindaca Raggi, per chiedere di fermare lo sgombero dei ‘giostrai’ di via Grisolia. L’iniziativa è promossa dal Centro popolare di via Mechelli.

Le famiglie di via Grisolia dovranno liberare l’area entro il 30 novembre

Lo scorso venerdì alcune famiglie che vivono all’interno del campo di via Grisolia a San Basilio (75 persone), note come ‘i giostrai’ perché collocati ormai nello spazio da oltre trent’anni, sinti di origine ma con cittadinanza italiana, hanno ricevuto notifica di sgombero: dovranno lasciare l’area entro il 30 novembre. Tra loro bambini, anziani, ammalati e contagiati Covid-19 come sottolineato dagli attivisti di ‘Opera nomadi’ che sta supportando la battaglia contro lo sgombero. In poco meno di dieci giorni, le famiglie di via Grisolia dovranno trovare una soluzione alloggiativa perché “Dal Comune non è stata proposta nessuna alternativa” hanno spiegato dall’associazione. Dovranno andare altrove nonostante lavorino in quartiere e i loro figli frequentino le scuole di San Basilio.

La lettera delle associazioni a Raggi

Per scongiurare lo sgombero delle famiglie, le associazioni del territorio hanno inviato una lettera alla sindaca spiegando che per ripristinare la legalità a San Basilio c’è bisogno di interventi concreti che partano dalla manutenzione delle case popolari, dalle risposte all’emergenza abitativa e che non si risolve con uno sgombero il problema della legalità. “Nel quartiere di San Basilio quello della casa è da sempre un problema sociale drammatico e oggi come ieri, il problema all’emergenza abitativa e agli insediamenti informali non possono essere gli sgomberi coatti e forzosi. Infatti, senza la costruzione partecipata di alternative abitative dignitose, sgomberare significa buttare letteralmente le persone in mezzo a una strada” si legge ancora nella lettera.

Le associazioni che hanno aderito (fino ad ora)

Infine: “Non ci sono solamente le 75 persone del Campo di Via Grisolia a vivere in condizioni abitative non adeguate. Infatti, nel quartiere sono tantissimi i nuclei famigliari che vivono in condizioni poco dignitose; gli edifici di proprietà pubblica avrebbero bisogno di manutenzione quotidiana e di una profonda ristrutturazione. Tante persone sono costrette e vivere in spazi non destinati ad uso abitativo”. Tra le prime associazioni firmatarie: Cemea del Mezzogiorno, Asd Nuoto Belle Arti 2.0, Rete popolare Tiburtina, Associazione Metropolis Europa, Associazioneculturale Torraccia Asd, Professoressa Francesca Pellizzaro, Lucia Mazzanti, Marco Bertinelli e Chiara Civitarese di APS Ars Editour, Scuola popolare ‘A testa alta’.

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