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San Basilio: lo sgombero dei giostrai è ‘congelato’ per 60 giorni

Intanto dall’Opera Nomadi spiegano: “Dobbiamo trovare un’alternativa, aspettiamo la convocazione del tavolo da parte del Comune di Roma”

Abitanti del campo con gli attivisti di 'Arte e città a colori' per il decoro dell'area - foto di 'Arte e città a colori'

Niente sgombero, almeno per ora: i giostrai della comunità sinti di via Grisolia a San Basilio possono tirare un sospiro di sollievo ma intanto dovranno trovare un’alternativa quanto prima. “Aspettiamo la convocazione di un tavolo da parte della commissione politiche sociali del Campidoglio” ha spiegato al nostro giornale Danilo Gneo di Opera Nomadi.

Avrebbero dovuto lasciare il terreno libero da cose entro il 30 novembre: questo l’aut aut che la Polizia locale di Roma capitale aveva dato alle famiglie della comunità sinti che da oltre trent’anni vivono all’interno del campo di via Grisolia dove hanno costruito anche una chiesa evangelica. Uno sgombero che avrebbe messo per strada 70 persone, tra loro minori e anziani ma anche ammalati e contagiati Covid che le realtà territoriali non potevano permettere. E così nel pomeriggio di sabato si è svolta un’assemblea pubblica per ribadire l’inutilità dello sgombero e la necessità di trovare una soluzione all’emergenza abitativa: nei giorni precedenti su iniziativa del Centro Popolare San Basilio, molte associazioni del territorio avevano firmato una lettera indirizzata a Raggi per chiedere di fermare lo sgombero.

“Non ci sarà lo sgombero per i prossimi 60 giorni” ha spiegato al nostro giornale Vito Troiano, l’avvocato di Opera Nomadi che sta portando avanti l’istanza al tribunale del riesame per le famiglie raggiunte dalla notifica di sgombero lo scorso 20 novembre. Sul terreno di via Grisolia pende un sequestro preventivo per occupazione dei terreni senza alcun titolo, nonostante gli abitanti del campo abbiano allacci alle utenze regolarmente registrate e siano residenti all’interno del campo. “Siamo felici del blocco dello sgombero ma dobbiamo trovare alternative” ha detto ancora Gneo.

“E’ una vittoria del quartiere – ha detto Davide Angelilli del Centro Popolare San Basilio di via Mechelli – In periferia non servono sgomberi ma un piano di investimenti pubblici che risolva i problemi fondamentali: la casa e il lavoro”. Intanto nella mattina di lunedì, gli abitanti del campo di via Grisolia, insieme agli attivisti di 'Arte e città a colori' nota a Roma per aver dipinto con murales alcuni luoghi altrimenti abbandonati al degrado, hanno lavorato per portare decoro all'area. 

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