Martedì, 19 Ottobre 2021
San Basilio San Basilio / Via Carlo Tranfo

Raggi ancora a San Basilio: la sindaca a caccia di voti (e di candidati) si ricorda della periferia

Dalla 'piazza della balena' a via Tranfo, insieme a don Antonio Coluccia parroco di frontiera

Virginia Raggi è tornata a San Basilio per la sua terza visita in quartiere in poco più di un mese. “Dobbiamo mantenere alta l’attenzione qui, i cittadini hanno il diritto di avere quello che hanno tutti gli altri” ha detto la sindaca a margine del sopralluogo che ha effettuato insieme a don Coluccia, parroco di frontiera impegnato nell’apertura di una palestra in via Tranfo. In vista delle prossime elezioni Raggi è a caccia di voti e inizia dalla periferia che in questi anni l’ha invocata a gran voce senza ottenere risposte. A San Basilio, in questi anni sono stati tanti i casi in cui i cittadini del quartiere, esasperati dall’abbandono istituzionale, hanno provveduto da soli a riempire i vuoti lasciati dalla politica. 

“In via Tranfo, una nota piazza di spaccio, abbiamo più volte sistemato lampioni e cavi elettrici che erano stati manomessi. Ci siamo ripresi e restituiremo ai cittadini alcuni locali comunali, abbandonati da anni e prima abusivamente utilizzati per lo smercio di droga. Lo facciamo grazie al lavoro che stiamo portando avanti con don Antonio Coluccia, che da anni aiuta i ragazzi di periferia, e con la Polizia di Stato” ha detto la sindaca Raggi. Durante lo scorso mese di agosto, infatti, la sindaca in via Tranfo ha presentato alcuni dei locali abbandonati che diventeranno “la palestra dei campioni”. Infine: “Stiamo riportando anche il decoro in alcune aree del quartiere. In via Recanati siamo intervenuti su giardini, fontanelle, impianti di illuminazione e sulla cosiddetta “fontana della balena”. 

È proprio dalla 'fontana della balena', luogo simbolo del quartiere, che i residenti hanno voluto sottolineare come San Basilio fosse stato dimenticato dalla sindaca e dalle istituzioni locali. Lo hanno fatto a febbraio di quest’anno, con uno sciopero al contrario restituendo, nelle loro possibilità, il decoro allo spazio. E lo hanno fatto anche a gennaio quando, sempre da soli, hanno disegnato addirittura le strisce pedonali nei pressi della scuola Gandhi in via Mondolfo perché ormai sbiadite e pericolose. Gli abitanti del quartiere hanno gridato forte il loro diritto ad essere rispettati anche dopo il blitz/censimento che ha visto impegnati gli uomini della polizia locale in una operazione di controllo delle abitazioni popolari. Pochi giorni dopo quell’evento hanno organizzato un corteo e hanno sfilato per le strade del quartiere per gridare forte “Le periferie chiedono rispetto”. Erano così inascoltati che per parlare con Raggi, gli abitanti fecero “irruzione” a Casal Monastero durante un’uscita pubblica della sindaca: in quella occasione mamma Emilia, una residente del quartiere ha letto una lettera alla prima cittadina “La violenza che state usando contro di noi è insopportabile e il marchio che ci state cucendo addosso per il solo fatto di vivere nelle case popolari è odioso. Parlate con noi disarmati”. 
 

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