Giovedì, 16 Settembre 2021
San Basilio San Basilio / Via Luigi Gigliotti

"Potere a San Basilio", in lista contro la narrazione della 'sindaca delle periferie': "Cosa serve qui vogliamo dirlo noi"

Abitanti storici del quartiere e attivisti nelle fila di Pap perché 'Sanba è la nostra casa, Roma deve essere una città pubblica'

“Quelli come me ce devono ave ‘na voce in capitolo de quello che succede e de quello che vonno fa’ crede de sto quartiere. Non basta fa n’asfalto o fa na palestra de 10 metri quadri pe sape’ quali so li problemi de sto quartiere e de sto municipio. Ho scelto de candidamme perché quelli come me, cresciuti a pane e prepotenza, ce devono ave’ voce in capitolo sul proprio futuro, basta: i nostri sogni non se li famo più ruba da nessuno se li andamo a prende come abbiamo sempre fatto”. Queste parole sono di Alessia Sciannimanico, una giovane donna di trent'anni nata e cresciuta a San Basilio. Lei, insieme a un gruppo di storici abitanti del quartiere e di attivisti che da anni animano le strade deserte di iniziative culturali, teatro e musica, ha deciso di scendere in campo, di candidarsi alle prossime elezioni amministrative nella fila di Potere al Popolo.

Con Alessia anche Davide, Massimo, Michelangelo, Tonia: tutti vogliono far sentire forte la loro voce. Con la candidatura di Carlo De Felici alla presidenza del Municipio IV e di Elisabetta Canitano al Comune, vogliono rendere Roma una città pubblica, a partire dal quartiere San Basilio che per molti è diventato ‘un quartiere ghetto’. 

Quello che va in onda a San Basilio, come a Tor Bella Monaca, durante le campagne elettorali, è un film che gli abitanti dei due quartieri conoscono bene. Già perché entrambi sono diventati brand da usare, location dove fare sopralluoghi e, senza dubbio, bacini elettorali. Quello che succede però a San Basilio e Tor Bella Monaca, lontano dalle luci delle elezioni amministrative o regionali o politiche, importa poco o niente: ad eccezione di chi ci lavora e ci vive. Per gli abitanti di San Basilio non basta ricordarsi di loro a un anno e mezzo dalle elezioni, o a poche settimane dal voto: questo è il quartiere simbolo della lotta alla casa a Roma, è il posto dove gli abitanti le occasioni le creano da soli. E ne sono esempi il centro popolare di via Mechelli, le operazioni di pulizia ‘pre Raggi’ alla Balena, il disegno delle strisce pedonali autoprodotto dinanzi a una scuola dove erano ormai inesistenti.

“San Basilio è invivibile, è esclusa dal resto della città, mancano anche I servizi primari: bar, alimentari, farmacia. I cittadini manutengono I parchi, il Comune un’ altalena per mettersi la medaglia in petto, tanti negozi chiusi di proprietà del Comune potrebbero essere affidati alle cooperative per il reintegro nel mondo del lavoro degli ex detenuti. Ci avevano promesso una metro, mai realizzate. Le infrastrutture? Dove sono? Ci hanno fatto diventare un quartiere ghetto” ha commentato Alessia al nostro giornale che ha scelto ‘la lupa’ sotto le case occupate come sfondo al suo ‘santino’ perchè “Io me lo rivendico che so cresciuta tra er 48 e la Lupa”. 

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Nelle fila di Pap c’è anche Massimo Cipolloni, conosciuto come Cipolla, lui di anni ne ha un po’ di più e tra questi lotti ne ha viste fare di promesse: “Sono arrivato a San Basilio nel 1988, l'anno dell'occupazione delle case in via Gigliotti. Mi sono battuto per chi si trovava in difficoltà, sfrattati che non sapevano dove andare con i figli, anziani. Tutto quello che abbiamo ce lo siamo dovuti conquistare fin da subito. San Basilio è la nostra casa, non deve mai più essere un quartiere di serie B”. Cipolla ha poi aggiunto: “Tutti parlano di San Basilio, ma i partiti vengono qui solamente per prendere consensi e voti, il Pd si fa vedere solo in campagna elettorale”. 

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Tra i candidati di Potere al Popolo c’è anche Davide Angelilli, a Sanba per tutti è Lillo. Insieme a un gruppo di giovani del quartiere promuove attività socio-culturali. “La Raggi si è dichiarata sindaca delle periferie? Qui a San Basilio è stata molto presente da un anno e mezzo a questa parte. Dopo decenni in cui sia il Pd che la destra hanno completamente devastato questi quartieri, il Comune ha fatto lavori di riqualificazione di strade e piazza che sono molto importanti ma fare il sindaco non significa solamente far funzionare qualche cantiere, è routine e non può essere la base per dichiararsi ‘sindaca delle periferie’, i problemi non si risolvono con due cantieri, bisogna restituire al pubblico la priorità e togliere terreno alla speculazione dei privati”. Ha poi evidenziato le criticità: “Tra infiltrazioni e mancanza di manutenzione, le case cadono letteralmente a pezzi, sia di Ater che del Comune”.

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La ricetta di Pap per uscire dai disagi legati all’abbandono istituzionale è: creare posti di lavoro stabili e rilanciare un piano di edilizia residenziale pubblico per arrivare a un cambiamento nelle politiche cittadine che sia veramente tangibile nella vita quotidiana di chi abita in periferia. "Non è un caso che il nostro slogan ‘Roma città pubblica’ nasca proprio come risposta a quello che tutti i giorni affrontiamo nei quartieri popolari. Nei quartieri si vive un allontanamento sempre più grande dalla politica: il tradimento del movimento 5 stelle, che si era proposto come opzione di rottura, ha accentuato questa rabbia. Per invertire la rotta, non servono a molto progetti personali, ma la ricostruzione di un rapporto quotidiano con la nostra gente, di un progetto collettivo e politico che punti il dito contro la bomba sociale delle disuguaglianze”. 

Michelangelo

Giglio detto Michelino

Margherita

Cantelli

Massimo

Cipolloni

Davide

Angelilli detto Lillo

Alessia

Sciannimanico detta Alessia

Lorenzo

Mastrocesare detto Mastro

Fabio

Manfredi

Francesco

della Volpe

Giordano

Fusà

Elettra Luna

Lucassen

Angela

Gammuto

Laura

Carbonari

Sergio

Cararo

Pierluigi

Fratini

Fabio

Sarandrea

Lucia

Scialotti

Maria Antonietta

De Guido detta Tonia

Giselda

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