Domenica, 20 Giugno 2021
San Basilio San Basilio / Via Recanati

Murales con i poliziotti maiali: "Polemiche strumentali". Ma il Campidoglio ordina la rimozione

Il comitato Progetto San Basilio Storie di Roma replica agli attacchi. Intanto anche l'assessore Masini si scaglia contro l'opera: "E' illegale, offensiva e denigratoria". E il Campidoglio ordina la cancellazione

"E' solo la provocazione di un artista, e questa è una polemica sterile". Alessandro, del comitato Progetto San Basilio Storie di Roma, risponde agli attacchi per il murales di via Recanati. Una gigantografia del santo protettore del quartiere, che con le mani spezza dei lucchetti, e che ai piedi si ritrova una distesa di maiali e pecore vestiti da poliziotti. 

L'opera, 'commissionata' dal comitato, è firmata da Blu, uno dei più grandi street artist in circolazione, e celebra l'anniversario della morte di Fabrizio Ceruso, 19enne di Tivoli, ucciso negli scontri dell'8 settembre 1974, da un proiettile delle forze dell'ordine. Erano gli anni della lotta per la casa, quell'episodio rimane indelebile nella memoria del quartiere, ma per qualcuno c'è modo e modo di omaggiare e ricordare. E quello di Blu supererebbe "il limite". 

L'attacco arriva dagli ideatori di SanBa, progetto di riqualificazione del quartiere con opere di street art, patrocinato dal Comune di Roma e sviluppato dall'Assessorato ai Lavori Pubblici di Paolo Masini. Per l'assessore l'opera di Blu ha un carattere "offensivo e denigratorio". E, "come appare dalle reazioni negative di chi vi abita, non è arte partecipata". Al contrario di SanBa, "che ha saputo conoscere il vero significato di un percorso di riqualificazione e di arte condivisa, con associazioni, scuole, centri culturali, centri anziani e affidate ad artisti internazionali". 

Ma Alessandro e i ragazzi del gruppo Progetto San Basilio non ci stanno a un'interpretazione che giudicano "strumentale": il murales di Blu non sarebbe altro che un omaggio. Nessuna volontà offensiva, e nessun intento di scavalcare i residenti imponendosi dall'alto. 

Certo, le immagini sono passibili di attacchi, e anche i curatori del progetto fanno fatica a negarlo, sottolineando però che "il soggetto è frutto semplicemente dell'idea dell'artista" e che "non è niente di più di una provocazione". Diritto, quello di 'pro-vocare', che l'arte si arroga da sempre. "Nessuno - prosegue Alessandro - si è messo a tavolino decidendo di comunicare al quartiere che gli agenti di polizia sono dei maiali. E chi sta sottolineando questa chiave di lettura lo fa in maniera strumentale". 

Il rischio, per il gruppo che ha già organizzato eventi, manifestazioni e iniziative varie volte a ripercorrere la storia della borgata, è che passi in secondo piano l'impegno profuso per il quartiere. "Non dimentichiamoci che il murales è stato regalato dall'artista a costo zero". E comunque, a detto loro, "i residenti lo apprezzano". "Noi abitiamo tutti a San Basilio, siamo di qui, non ci risulta malcontento per l'opera, abbiamo sempre avuto riscontri posiviti, certo il quartiere è grande e voci discordanti ci possono sempre essere". Anzi, è quel che ci si aspetta da una provocazione.

E i permessi? L'assessore Masini si è scagliato contro l'opera definendola "illegale". Cosa vera, e valida non solo per il graffito di San Basilio. Di murales privi di autorizzazione è piena Roma.  "L'abbiamo chiesta - sostiene Alessandro - ma la pratica è rimasta nei meandri burocratrici del Municipio perchè nessuno ci ha mai risposto". E comunque "non ci interessa, siamo legittimati dal quartiere". Ma dal Campidoglio, in tarda serata, arriva una nota che non ammette repliche. 

"Il murales realizzato nel quartiere San Basilio rappresenta una violazione del codice penale (art. 342) in quanto contiene messaggi offensivi nei riguardi delle forze dell’ordine. Per questo motivo si è deciso di procedere alla sua rimozione. Il Sindaco di Roma Ignazio Marino ha contattato il Questore di Roma per ribadire il proprio ringraziamento riguardo l’attività quotidiana svolta dalle donne e dagli uomini delle forze dell’ordine a tutela della sicurezza delle romane e dei romani”.

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