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"Dalle stelle alle stalle", "dilettanti allo sbaraglio": le opposizioni inferiscono sulla sfiduciata Della Casa

Le opposizioni all'attacco durante il consiglio di mercoledì che ha decretato la fine dell'era Della Casa

Immagine di archivio

Gli eventi a Villa Farinacci, la chiusura degli asili nido, la conversione del Casale Alba 1 in una pizzeria, i lavori non terminati per l’allargamento di via Tiburtina, l’abbandono di “interi quartieri” come Casal Bertone, la gestione della macchina amministrativa, la mancata responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid-19. Sono queste alcune delle motivazioni che i consiglieri di opposizione hanno messo sul tavolo durante il consiglio di mercoledì spiegando la loro intenzione di voto rispetto alla sfiducia chiesta dalla maggioranza a Roberta Della Casa. 

La cacciata di Roberta Della Casa dal IV Municipio

Giorgio Trabucco, capogruppo della Lista Marchini al IV Municipio ha evidenziato “procedure dubbiose” rispetto alla gestione e all’affidamento di villa Farinacci: “Prima ancora che il bando del capodanno fosse chiuso, un’associazione di Venezia già annunciava la vittoria” spiegando come le parole contenute nelle linee programmatiche siano “lontane della realtà” puntualizzando “Mi chiedo se chi le ha scritte sia la stessa persona che ha amministrato il municipio in questi quattro anni”. Non sono mancate menzioni alle promesse non mantenute sui lavori di via Tiburtina, alla chiusura degli asili nidi che hanno lasciato per strada numerose famiglie e palesando come la giunta non abbia dato ascolto alle commissioni e ai consigli. 

Le motivazioni della sfiducia 

“Dalle stelle alle stalle” ha detto Dino Bacchetti, capogruppo di Forza Italia. “Dal 31,30% dei voti ottenuti nel 2016 l'arrogante ed inadeguata Presidente R. Della Casa viene sfiduciata e mandata a casa dal 100% dei consiglieri: impresa memorabile mai riuscita a nessuno prima. Siamo ai titoli di coda dell'esperienza M5S nel IV Municipio – ha detto - Oggi si chiude l'era fallimentare R. Della Casa”. Ha aggiunto: “Colpo di scena: tra lacrime da coccodrillo versate dalla signora Della Casa abbiamo appreso con sconcerto che sarebbe stata ingannata dall'all'epoca portavoce M5S Barbuto, marito della consigliera comunale M.A. Catini, per accettare di diventare Presidente del Municipio IV – per poi concludere - Neanche al CIM (Centro Igiene Mentale) si sentono discorsi simili. Dilettanti allo sbaraglio che lasciano ora il Municipio privo di guida nella peggiore fase di pandemia vissuto dal pianeta dai tempi dell'influenza spagnola del 1918”.

“Oggi finalmente si sancisce il fallimento totale del M5S in IV Municipio e in tutta Roma. Oggi si verifica un caso unico al mondo in cui tutti i consiglieri di maggioranza firmano la sfiducia del proprio presidente. E non poteva che finire così, di fronte a una persona che non ha mai fatto politica e che della sua arroganza e supponenza ne fa vanto. In questi quattro anni ha raccontato una favola a cui molti avevano creduto ma che si è trasformata presto nella dura e brutta realtà che vediamo quotidianamente” ha detto il capogruppo del Pd in IV Municipio, Massimiliano Umberti, definendola una donna di destra che ben si sposa con gli estremisti fascisti, che infatti ha ringraziato nel suo discorso”.

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E’ giusto andare a casa, forse la spina andava staccata prima. Un documento dove si raccontano le vicende degli ultimi quattro anni dove vengono annoverate le impotenze subite dai consiglieri a cinque stelle – ha detto Roberto Santoro capogruppo Lega – Ma sono anche tante altre le problematiche mai risolte, come la caserma dei carabinieri di Settecamini”. “Siamo inermi a sentire tutto quello che 15 consiglieri hanno celato anche con passione nei loro ruoli – ha detto invece Gianni Ottaviano, capogruppo di Fratelli d’Italia – In quattro anni non c’è mai stata serenità nei volti dei cinque stelle, mi chiedo come sia stato possibile celare questo per tanto tempo. Mi chiedo se questo era il momento di tirare fuori la testa dopo che per anni i consiglieri a cinque stelle l’hanno messa sotto la sabbia. Si mettono al primo posto i contrasti interni in un momento delicato come questo, una politica troppo bassa”.
 

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