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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Giocolandia 'riapre solo parzialmente' e le 70 lavoratrici sono ancora disoccupate

'Avete preso il corpo ma non il cuore, Giocolandia siamo noi': questa la scritta sullo striscione comparso alla vigilia della riapertura, parziale, del nido Giocolandia

Abbiamo imparato a conoscerle, giorno dopo giorno, in questi mesi di 'battaglia' per rivendicare il loro diritto al lavoro. Oggi, incassano un altro colpo, forse il più duro di tutti. Sono le 70 lavoratrici degli asili nido Bimbilandia e Giocolandia, dei quartieri San Basilio e Torraccia, del Municipio IV, che vedono riaprire le porte di uno dei due nidi, Giocolandia appunto, senza far parte, come da anni succedeva, dell'educazione dei bambini.

'Avete preso il corpo ma non il cuore, Giocolandia siamo noi'. E' questa la scritta sullo striscione comparso nella tarda serata di ieri, lunedì 19 ottobre alla vigilia della riapertura, parziale, del nido Giocolandia. 'L’asilo nido 'Giocolandia' di S.Basilio riapre solo parzialmente per accogliere alcune classi di quello di via del Potere Rosa, mentre la struttura 'Bimbilandia' rimane ancora chiusa. Nonostante le molteplici rassicurazioni date da politici, assessori e dirigenti del Comune di Roma, i due asili, diventati comunali, ancora non funzionano e le educatrici e ausiliarie che ci lavoravano sono disoccupate', si legge in una nota diffusa da FLC e CGIL di Roma e del Lazio.

La chiusura dei nidi, infatti, tornati comunali nell'ambito della riappropriazione dei punti verde qualità, ha comportato un licenziamento collettivo a giugno di tutte le lavoratrici, tra insegnanti e personale ausiliario. Da qui, le proteste, le manifestazioni e gli appelli accorati che, ad oggi, non hanno dato nessuna speranza alle lavoratrici di riprendere il proprio posto di lavoro. Anche i genitori hanno lanciato appelli, a quanto pare inascoltati. 
Infine la nota: 'E’ necessario che i nidi riaprano completamente per rispondere alle esigenze delle molteplici famiglie in lista di attesa, ma è altresì necessario che per le 60 donne, licenziate per responsabilità non loro, si trovi una soluzione lavorativa così come è stato garantito'.

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