Domenica, 21 Luglio 2024
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Niente riqualificazione per l'ex Penicillina: Gualtieri ci ripensa e toglie i fondi

Circa un milione e centomila euro sono stati spostati su interventi di sicurezza urbana ritenuti "più urgenti". L'immobile è stato sequestrato nel 2015 e messo all'asta giudiziaria

L'ecomostro di via Tiburtina resta senza speranze. All'asta giudiziaria dopo il fallimento dell'azienda, ma ancora invenduto, ora per l'ex fabbrica della penicillina Leo di Roma non ci sono più nemmeno i fondi con i quali l'amministrazione Gualtieri aveva ipotizzato una sua riqualificazione. Un milione e centomila euro, proveniente da un tesoretto di 11,6 milioni di fondi stanziati dal Viminale per interventi legati alla sicurezza urbana, sono stati dirottati su altre situazioni ritenute più urgenti. A stabilirlo una memoria di giunta di inizio agosto. 

Che fine hanno fatto i fondi

"Sulla base di nuove valutazioni degli interessi pubblici è emersa l'opportunità di rimodulare la destinazione di tali fondi (pari a euro 1.135.000) su interventi più urgenti di riqualificazione e messa in sicurezza di aree degradate, connotate da una maggiore incidenza di fenomeni criminali e da patibolari rischi per la sicurezza urbana" si legge nell'atto datato 3 agosto. La prima richiesta di accesso al fondo messo a disposizione dal ministero dell'Interno è stata fatta dall'amministrazione Raggi a settembre 2021. Per l'ex penicillina si era pensato alla demolizione del complesso immobiliare con circa 6 milioni di euro. 

Una cifra sempre più ristretta con una serie di richieste di modifica poi inoltrate al ministero dall'amministrazione Gualtieri. Per il biennio 2022-2023 era rimasto per l'immobile 1 milione e 471mila euro, destinato non alla demolizione ma a una "bonifica e messa in sicurezza dell'area", poi ridotti lo scorso marzo a 1 milione e 117mila, e poi ancora cancellati e spostati su progetti inoltrati nel frattempo dagli Osservatori territoriali per la sicurezza pubblica dei municipi. 

memoria-penicillina

Insomma, l'intervento è stato accantonato a data (e fondi) da destinarsi. Certo sul piano burocratico non sarebbe stato semplice utilizzare quei fondi in tempi relativamente rapidi. L'immobile è privato e all'asta. Era però possibile, e già ipotizzato inizialmente dall'amministrazione dem, attendere l'esito del procedimento di vendita e avviare un'interlocuzione con il soggetto aggiudicatario, avendo già dei fondi in cassa disponibili per la bonifica. 

Breve storia della struttura

Come raccontato da Dossier, quella dell'ex fabbrica di penicillina è una storia di degrado che non vede la fine. Scheletro di cemento, oggetto negli anni di diversi sgomberi di occupanti abusivi - l'ultimo a maggio 2022 - costruito a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta in via Tiburtina, non distante dalla stazione metro Rebibbia, dall'omonimo quartiere del municipio IV e da San Basilio, è oggi all'asta. Posto sotto sequestro nel 2015 e poi dissequestrato nel 2018, vale per il Tribunale di Spoleto – che ne sta curando il fallimento - 26 milioni e mezzo di euro. Ma le condizioni in cui si trova il fabbricato sono disastrose. 

In questo senso la perizia del Tribunale rende l'idea: "L'immobile in esame è composto da una serie di fabbricati suddivisi in blocchi di diversa consistenza e volumetria nonché forma e dimensioni destinati a varie funzioni quali opifici, uffici, magazzini, tettoie e cisterne, vasche di stoccaggio. Si trova in completo stato di abbandono e incuria con alcuni edifici privi di qualsiasi finitura e di impianto e che hanno mantenuto soltanto la struttura in cemento armato sono stati trovati rifiuti di vario genere". 

A fare appello per una sua rinascita ci sono poi gli ex lavoratori della fabbrica Leo farmaceutica. "Per l'ex Penicillina chiediamo il recupero del bene e la riqualificazione, ma soprattutto l'istituzione di un luogo che conservi testimonianze, memorie, manufatti reperibili. La proprietà privata dell'ex fabbrica non giustifica il disinteresse dell'Amministrazione". Queste le parole contenute in una lettera che hanno inviato alle istituzioni. 


 

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