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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Dall'ambasciata computer in dono a chi non ce l'ha. Raggi festeggia ma è polemica: "Mancano cavi e monitor"

I pc sono per le famiglie meno abbienti del Tiburtino. Il consigliere Bacchetti (FI): "Vuoti e inutilizzabili". La presidente Della Casa (M5s): "Li consegneremo ai bambini completi di ogni cosa"

Sono 62 i computer donati dall'ambasciata americana al Comune. Una donazione che sarà destinata alle famiglie con bambini meno abbienti e che non hanno mezzi per poter sostenere e frequentare i programmi di didattica on line, avviati a pochi giorni dall’emergenza coronavirus nelle scuole del Tiburtino, come nel resto del Paese. A ritirare il dono la sindaca Virginia Raggi e la presidente del IV, Roberta Della Casa: le unità centrali si trovano attualmente nei locali del municipio e prima di essere regalati dovranno essere assemblati insieme ad altre componenti (quali monitor, cavi e sistema operativo).

"Sono scatole vuote – ha detto Dino Bacchetti, capogruppo di Forza Italia al Tiburtino – ecco il massimo risultato ottenuto con il massimo impegno dalla sindaca e dalla sua fotocopia in bianco e nero al municipio". Della Casa però non ci sta e rimanda le accuse al mittente spiegando a Roma Today la genesi della donazione. "Abbiamo chiesto agli insegnanti una ricognizione numerica delle famiglie in difficoltà, su questi dati abbiamo avviato una ricerca per reperire strumentazioni e l’ambasciata americana ha donato computer che hanno due anni di vita – ha spiegato – continueremo la ricerca per trovare anche i pezzi mancanti e provvederemo a installare i sistemi operativi, anche a nostre spese. I computer saranno donati completi e funzionanti, se ci dovessero essere macchine guaste le smaltiremo". Ha concluso: "Sono polemiche assurde, a Bacchetti propongo collaborazione invece di convocare più commissioni possibili per il gettone di presenza".

“Nessuna collaborazione con chi vuole spendere 129mila euro per gli eventi in un momento così drammatico – ha ribattuto Bacchetti – Avanzo però una proposta, revochi la direttiva e investa questi soldi per comprare ipad moderni da destinare alle scuole affinché li distribuiscano ai bambini per seguire la didattica on line". Ha concluso: "Una novella Maria Antonietta, invece che sostenere fasce bisognose al popolo affamato lancia brioches". L’affaire dei computer americani, a quanto pare è solo all’inizio: il “cold case” finisce nella seduta (già calendarizzata) della commissione di trasparenza di giovedì al tiburtino.
 

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