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San Basilio, il riscatto riparte da un box mai completato: i volontari si sostituiscono alle istituzioni

Un gruppo di volontari crea l'alternativa in uno dei tanti box mai ultimati di via Gigliotti, alle case occupate. In programma anche tornei di calcetto

Quando le istituzioni "promettono e dimenticano", quando il desiderio di riscatto sociale è più forte degli stereotipi, è qui che nasce il centro popolare San Basilio, nelle "case occupate", quelle tra via Gigliotti e via Menichelli. Tra aiuto compiti e corsi di fumettistica, un gruppo di volontari crea l'alternativa, crea un luogo di aggregazione e di crescita in uno dei tanti box mai ultimati. In programma anche tornei di calcetto. 

Si chiamano Alessia, Claudia,  Samira, Federico, Massimo, Pino e Mario. Sono un gruppo di residenti del quartiere, tutti vivono a San Basilio da sempre. "Abbiamo subito ogni tipo di amministrazione che ci ha abbandonati a noi stessi e da qui abbiamo trovato le forze di creare piccoli servizi in supporto ai giovani ragazzi del quartiere". Così il gruppo di volontari decide di occupare un box, uno di quelli che tra via Gigliotti e via Menichelli, "sarebbe dovuto diventare un negozio, una farmacia o un bar ma i lavori non sono mai stai ultimati come non è mai stata ultimata l'opera di riqualificazione del quartiere". E' Alessia a spiegare: "E' l'ennesima opera di speculazione, in questo quartiere c'è bisogno di servizi che però non abbiamo e siamo quindi costretti a costruirli da soli". 

In che modo, dunque i volontari del centro popolare San Basilio lavorano in supporto al quartiere? "Il martedì e il giovedì, qui nel box occupato, offriamo aiuto compiti, presto - continua Alessia - organizzeremo corsi di fumettistica, lezioni di riciclo e di riusco, spiegheremo come sia facile ottenere un portapenne da una bottiglia di plastica destinata ai rifiuti". 

Ma non è tutto. Per creare aggregazione e per rappresentare l'alternativa che qui a San Basilio manca, i volontari organizzano per il pomeriggio del 6-7-8 luglio tornei di calcetto, anche femminile, presso il campo di piazza Aldo Bossi "costruito da alcuni papà del quartiere". A partire dalle ore 17.30 infatti, i ragazzi del quartiere si cimentano in partite di calcio, ai partecipanti saranno consegnate medaglie comprate grazie alle donazioni dei residenti. Alessia conclude: "Ci spendiamo in maniera gratuita per il nostro quartiere non perché siamo favorevoli al lavoro non retribuito ma perché il quartiere ha bisogno di questi servizi che non ha". 

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