Martedì, 21 Settembre 2021
Ponte Mammolo Casal de Pazzi / Via di Casal dei Pazzi

Villa Farinacci, dopo il restauro l'abbandono. Dal Pd: "Cosa farà l'amministrazione?"

Il gruppo dem interroga l'assessore alla cultura del Municipio Roma IV su tempi e modalità riguardo la riapertura di Villa Farinacci, restaurata da tempo ma ancora chiusa

Il restauro è stato terminato da anni ma villa Farincacci, nel quartiere Casal de' Pazzi, resta ancora chiusa. Così, sulla scia di un lavoro già iniziato durante l'amministrazione Sciascia il gruppo dem al Municipio IV chiede ora all'attuale maggioranza di conoscere le modalità e i tempi di gestione di quello che dovrebbe diventare un bene della cittadinanza. Annarita Leobruni, consigliera del partito demcratico che da tempo segue la vicenda, ha presentato durante il consiglio municipale di questa mattina, un'interrogazione orale all'assessore alla cultura.

LA STORIA - Villa Farinacci è stata costruita nel 1940 per volontà del gerarca fascista Roberto Farinacci. Nel '75 il Comune di Roma esproprio' gli eredi Farinacci e nel '94 poi i locali accolsero un centro sociale. Successivamente la struttura è stata interessata da diversi sgomberi. Infine, nel 1996 villa Farinacci è stata vincolata come patrimonio artistico e storico. Qualche anno più tardi, nel 2008, sono iniziati i lavori di ristrutturazione durati molto tempo e costati circa 3 milioni di euro. Nonostante però i lavori siano conclusi da tempo la struttura è ancora chiusa e un altro luogo di interesse culturale prima e di aggregazione poi viene sottratto alla cittadinanza.

L'ultima manifestazione per sollecitare l'apertura risale al maggio dello scorso anno, proprio su iniziativa della consigliera Leobruni. In quell'occasione, la consigliera dem insieme ad un gruppo di cittadini ha messo in campo l'iniziativa #villafarinaccilibera, tutti i partecipanti hanno letto pagine di un libro portato da casa davanti i cancelli chiusi della struttura. L'immobile, ristrutturato dal Ministero dell'Ambiente, dovrebbe essere gestito attraverso la condivisione di un atto di concessione tra il Comune e il Municipio. A quest'ultimo, infatti, spetterebbe la gestione di due locali, per un totale di circa 100 mq e una parte del giardino.

"Entro il prossimo mese scadono i 90 giorni per l'atto amministrativo - fa sapere la Leobruni - attraverso cui abbiamo richiesto al Comune di acquisire tutta la struttura e fare in modo che diventi un centro di aggregazione". Infine, sull'interrogazione presentata all'assessore alla cultura spiega: "Vogliamo capire cosa intende fare la nuova amministrazione in merito a tempi e modalità per la riapertura di Villa Farinacci considerato che il patrimonio storico-artistico in questione non compare nelle linee programmatiche del movimento cinque stelle".

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