Ponte Mammolo Colli Aniene / Via Tiburtina

Ruba i-phone: tradito dal GPS

I carabinieri arrestano un 50enne per ricettazione e furto aggravato. Nel pomeriggio di ieri il ladro ha rubato il 'melafonino' ad un uomo che è riuscito ad annotare il numero di targa dell'auto con la quale il malvivente ha tentato di far perdere le proprie tracce. Fermato sulla Tiburtina all'altezza della metro Rebibbia

Lo hanno rintracciato grazie al segnale GPS del telefonino appena rubato. Ad essere ammanettato dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma un 50enne italiano, già conosciuto alle forze dell’ordine, con le accuse di ricettazione e furto aggravato. L’uomo, nel pomeriggio di ieri, dopo aver rubato un i-phone ad un 39enne, è fuggito con l’autovettura intestata alla moglie, ma sotto gli occhi della vittima che è riuscita ad annotare il numero di targa.

SEGNALE GPS - I Carabinieri, a seguito della segnalazione del furto fatta al 112,  si sono immediatamente attivati. Con l’aiuto del segnale gps trasmesso dal “melafonino”, i militari sono riusciti a tracciare la posizione del ladro e a rintracciarlo in via Tiburtina, nei pressi del carcere di Rebibbia, dove è stato fermato alla guida dello stesso veicolo. Dalla perquisizione effettuata al mezzo, oltre all’i-phone, è stata rinvenuta un’ingente quantità di merce rubata lo scorso 15 marzo all’interno di alcuni uffici ed il 21 maggio all’interno di un cantiere edile, consistente in materiale informatico (computer portatile, stampante, internet key ed una pen drive), buoni pasto intestati ad una società finanziaria, due rotoli di cavi elettrici, 4 valigette complete di trapani elettrici, una sega professionale da banco, un borsone contenente svariati attrezzi da lavoro e marche da bollo per un valore di circa 200 euro.

ARRESTO - L’autovettura è stata sequestrata, ed è stata sequestrata anche tutta la merce al fine di restituirla ai proprietari quando saranno individuati. L’i-phone, invece, è stato restituito al legittimo proprietario. L’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


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