Domenica, 14 Luglio 2024
Ponte Mammolo Casal de Pazzi / Via di Ponte Mammolo

Sgomberati gli occupanti della discarica andata a fuoco a Ponte Mammolo

L'incendio si era sviluppato nella notte tra il 3 e il 4 agosto

Sono stati sgomberati questa mattina - venerdì 22 settembre - tre insediamenti illegali sorti illegalmente nei pressi di una discarica a Ponte Mammolo, andata a fuoco due volte nel giro di poche settimane. 27 persone, tra cui 5 minori, sono state allontanate da terreni privati che, adesso, dovranno essere completamente bonificati. Gli sfollati, a quanto si apprende, hanno già trovato soluzioni alternative per l’alloggio. Sul posto agenti polizia di Stato e polizia di Roma Capitale per fare in modo che tutto si svolgesse senza problemi. Presenti, ovviamente, anche gli operatori della sala operativa sociale di Roma. Sette cittadini stranieri sono stati accompagnati presso l’ufficio immigrazione di via Teofilo Patini per le operazioni di identificazione, poiché alcuni erano privi anche di documento di identità. 

Tutte le persone  sono state, comunque, deferite in stato di libertà per occupazione abusiva. Si è proceduto anche all'esecuzione di un ordine di carcerazione nei confronti di una cittadina serba per i reati di evasione e spaccio di sostanze stupefacenti. Erano presenti nell’area numerosi cani per i quali è intervenuto il servizio veterinario dell’Asl di specifica competenza. I proprietari dell'area hanno poi proceduto, con le ruspe, alla demolizione delle baracche presenti.

L’incendio

Un enorme rogo si era sviluppato nella notte tra il 3 e 4 agosto a Ponte Mammolo e visibile nelle zone di Colli Aniene, Pietralata, Casal Bruciato, San Basilio, Casal Bertone e Tiburtino. Ad andare a fuoco una discarica abusiva vicino alla quale sorgeva, inoltre, un insediamento abusivo di disperati che vivevano su terreni privati colpiti dalle fiamme.

Poco tempo dopo, il sindaco Gualtieri ha firmato l’ordinanza per la tutela dell’incolumità e della salute pubblica e per il ripristino delle condizioni di sicurezza nell’area, di circa un ettaro. Un provvedimento che disponeva l’allontanamento degli occupanti e la bonifica dei luoghi.

Sgombero in ritardo

A leggere l’ordinanza firmata da Gualtieri non può non saltare all’occhio come siano stati disattesi, e di molto, i tempi per questo sgombero. Il provvedimento del sindaco risale al 25 agosto e oltre all’allontanamento, entro 7 giorni, degli occupanti veniva ordinato alla proprietaria dei terreni, la NIK Immobiliare Srl, di recintare l’area, ripulirla e bonificarla, sempre nel giro di 7 giorni. Si specificava, inoltre, di “verificare la presenza o dispersione nell’atmosfera e nel terreno di fibre d’amianto”.

Gualtieri disponeva, poi, la notifica alla proprietà dell’area e agli occupanti da parte del comandante della polizia locale che avrebbe dovuto eseguire l’ordinanza stessa nel caso in cui gli interessati non avessero ottemperato ai loro obblighi entro 7 giorni. Lo sgombero, alla fine, è avvenuto quasi un mese dopo la firma dell’ordinanza.

A quanto si apprende, i ritardi sono stati causati da diversi fattori. In un primo momento sembrava che gli occupanti si fossero spostati su un’altra particella del terreno di proprietà della NIK Immobiliare. Poi c’era il problema dell’amianto, la cui rimozione richiede tecniche e procedure particolari. Anche durante lo sgombero, infatti, c’erano degli operatori specializzati con tute bianche per proteggersi da eventuali fibre del pericoloso materiale.

Nuovo incendio

Lo sgombero ha rischiato di saltare perché ieri pomeriggio, poco dopo la fine del comitato sull'ordine e la sicurezza in questura che verteva proprio sulle operazioni da effettuare nella discarica abusiva, è scoppiato un nuovo incendio proprio vicino alla discarica abusiva . Forse anche per questo il presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti, ha parlato, in un post sui social, di una “guerra lunga, difficile, complicata, pericolosa”. Il minisindaco ha raccontato che, in passato, “è capitato che stavamo come amministrazione per bonificare delle aree e poco prima hanno preso fuoco; è capitato che stavamo per sgomberare delle aree e poco prima prendono fuoco, insomma coincidenze che fanno pensare”.

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