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Tiburtino III: vive in una casa Ater ma rischia lo sfratto, è invalida al 100%

Mirella Scuccato ha 75 anni, è affetta da Parkinson, vive in una casa assegnata dall'Ater da quasi dieci anni ma adesso le è stato intimato di lasciare i locali. Questa è la sua storia

Vive in una casa assegnata dall'Ater in via Wagner, nel quartiere Tiburtino III del Municipio Roma IV, ha 75 anni ed è invalida al 100%. Nella giornata dello scorso venerdì una lettera sconvolge la sua tranquillità. La sua viene definita "un'assegnazione illegittima" e entro dieci giorni deve lasciare l'appartamento in cui vive con uno dei suoi quattro figli.

E' Fabrizio Midolo, uno dei figli, a raccontare la storia di Mirella Scuccato. "Eravamo in lista da oltre nove anni, finalmente nel 2007 viene affidato l'alloggio a mio padre, anche lui invalido e disoccupato, con un punteggio di dieci, quindi a pieno titolo". Dopo quasi dieci anni dall'assegnazione, venerdì 18 novembre, a casa di Mirella Scuccato arriva però una raccomandata che pesa come un macigno: "A causa di un procedimento penale a carico dei firmatari della determina dirigenziale, tutti gli alloggi assegnati vengono considerati "illegittimi", da quel giorno è iniziato il nostro inferno", racconta ancora Midolo. A Mirella Scuccato viene quindi chiesto di lasciare l'appartamento in cui vive da quasi dieci anni, in cui conserva pezzi di vita, ricordi come quelli legati al marito che non c'è più e in cui fa i conti ogni giorno con la sua malattia, perché Mirella è malata di Parkinson ed è invalida al 100%. Ma oltre il danno anche la beffa: "Mia madre viene considerata abusiva e come tale le viene chiesto anche un risarcimento in denaro - Mia madre ha sempre pagato, tutti i mesi, se qualcuno facesse dei controlli lo saprebbe".

Un vero e proprio calvario quello intrapreso dalla famiglia di Mirella sette giorni fa. "Abbiamo dieci giorni di tempo per fare richiesta di accesso agli atti - spiega Midolo - gli uffici però sono aperti solo due mattine a settimana, il martedì e il giovedì e quando ci siamo recati per chiedere informazioni abbiamo scoperto che il contratto stipulato con mia madre non si trova più". A questo aggiunge: "Basterebbe solo che si facessero dei controlli, se qualcuno è in difetto è giusto che paghi, questo però non è il nostro caso". Continua: "Ci siamo rivolti anche in Municipio oltre che in Comune ma non abbiamo ottenuto nulla".

Fabrizio Midolo non vuole fare polemica, non gli interessa sapere di chi sia la colpa: "Chiedo solo che per mia madre ci sia tranquillità, è spaventata a morte, vogliamo solo chiarezza e che mia madre continui a vivere in pace, se le togliessero la casa, non sapremmo davvero cosa fare".

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