Mercoledì, 23 Giugno 2021
Ponte Mammolo Casal Monastero

Casal Monastero, cinque anni di battaglie per ottenere la banda larga

Dopo cinque anni di lotte, proteste e carte bollate gli abitanti di Casal Monastero hanno finalmente ottenuto un potenziamento della linea ADSL

Quella di Casal Monastero e della banda larga è una storia a lieto fine, almeno per il momento. A differenza di altre zone di Roma, ancora dimenticate da Telecom Italia, infatti, dopo cinque anni e fiumi di carte bollate i circa 9.000 abitanti del quartiere nato tra via Nomentana bis e Tiburtina hanno visto materializzarsi la tanto agognata linea ADSL.

GLI "ZAINETTI" MIRACOLOSI - Ad annunciare il miracolo, nel maggio dello scorso anno, è stato il Direttivo del Comitato di Quartiere: "Finalmente ci siamo! Dopo tanti anni d'attesa, il 17 maggio 2010 sono iniziati gli scavi di Telecom per l'installazione dei famosi 'zainetti' che consentiranno ai cittadini di Casal Monastero di avere la linea ADSL!", si legge sul blog www.casalmonastero.org. E a oltre un anno di distanza il problema sembra essere risolto. "Le attivazioni sono state completate a ottobre del 2010 – spiega Alessandro Zaghini, Presidente del Comitato di Quartiere di Casal Monastero – L'installazione di undici 'zainetti' da parte di Telecom ha permesso di passare da 150 a 2.850 connessioni ADSL, con una banda minima garantita di 2Mb".

CINQUE ANNI DI BATTAGLIE - Gli abitanti di Casal Monastero avevano subito un duro colpo dopo la notizia del congelamento del "Piano Romani", che prevedeva l'estensione della banda larga al 96% della popolazione entro il 2012. Ma il Comitato non si era lasciato scoraggiare e aveva continuato a portare avanti la battaglia iniziata con la raccolta firme del 2005 per adeguare la centrale Telecom. Nel 2006 l'azienda aveva risposto che la fornitura del servizio ADSL era "un'assoluta priorità" e che si stavano definendo delle soluzioni che permettessero di estendere la copertura anche a realtà, come quella di Casal Monastero appunto, non raggiungibili per motivi tecnico-impiantistici, ovvero a causa della presenza di apparecchiature multiplexer (mux) installate decenni prima per colmare la distanza tra gli utenti e la centrale telefonica. Nella lettera Telecom aggiungeva: "iniziative che prevedano il concorso del sostegno pubblico potranno ulteriormente favorire la risoluzione di tali criticità". Risoluzione arrivata dopo quattro anni, durante i quali il Comitato di Quartiere di Casal Monastero si è appellato a tutti i livelli della pubblica amministrazione, dal Comune di Roma al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione.

LE OPZIONI WIFI E WIMAX – In attesa della banda larga i cittadini di Casal Monastero avevano tentato delle strade alternative. Qualcuno si era affidato alla tecnologia WiMax, che utilizza le onde radio, ma l'instabilità del segnale ne aveva decretato presto il fallimento. Nel 2009, con il lancio del progetto "Provincia WiFi", si era prospettata la soluzione WiFi, anch'essa caduta nel vuoto. Il Comitato, infatti, aveva discusso con il responsabile dei Sistemi informativi, Reti e Innovazione tecnologica della Provincia di Roma, Francesco Loriga, l'installazione nel quartiere di hot spot WiFi, che consentissero ai cittadini di connettersi gratuitamente a internet. La mancanza di edifici pubblici sui quali installare i dispositivi e l'opposizione di alcuni cittadini all'utilizzo dei condomini privati a tal fine avevano, però, impedito la realizzazione del progetto.


L'INTERVENTO DI TELECOM - A marzo 2010, finalmente, la svolta. Dopo aver valutato attentamente il rapporto tra utenze attivabili e costi, escludendo a priori l'estensione della banda larga dalla cabina di Casal Monastero Vecchio, che sarebbe costata circa un milione di euro, Telecom Italia ha annunciato ad Alessandro Zaghini l'installazione degli undici "zainetti" nel quartiere, avviata poi il 17 maggio. Certamente l'intervento di adeguamento della cabina di Casal Monastero Vecchio avrebbe permesso di risolvere il problema di connessione definitivamente e, tuttavia, le quasi tremila connessioni ottenute grazie agli "zainetti" rappresentano una conquista significativa per i cittadini del quartiere, almeno fino a quando le utenze non arriveranno a saturazione.

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