Martedì, 22 Giugno 2021
Ponte Mammolo Casal de Pazzi / Viale Kant

Sopralluoghi della polizia municipale ai nidi convenzionati: strutture in bilico tra lo "sfratto" e la "salvezza"

Ancora nessuna novità dopo la commissione capitolina dello scorso mese di febbraio

Ancora in bilico la sorte degli asili nido convenzionati presenti sul territorio del IV Municipio, così com’è in bilico il futuro di oltre cento operatori e dei bambini che frequentano le strutture. “Ci stiamo lavorando, di concerto con il Comune per trovare una soluzione e quando avremo notizie certe le diffonderemo” ha commentato al nostro giornale Germana Di Pietro, capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Tiburtino. Intanto però a creare allarmismi una serie di sopralluoghi da parte della polizia municipale proprio nei nidi “bersaglio” dello sfratto e delle altre due strutture convenzionate che a dicembre non hanno ricevuto la lettera di sgombero da parte degli uffici municipali: Lo scoiattolo allegro, La farfalla, Casa Giardino, Giocolando, Tigro e Baby 2000. Questi sopralluoghi, secondo quanto apprende RomaToday, sarebbero propedeutici allo sgombero.

Cosa è successo dalla lettera di sfratto ad oggi?

Per comprendere quello che sta avvenendo alle strutture convenzionate è necessario fare un passo indietro e tornare allo scorso 29 dicembre. Pochi giorni dopo il Natale quattro dei sei nidi convenzionati si sono visti recapitare la lettera di sfratto in cui si chiedeva di lasciare liberi i locali entro il mese di luglio. Dal quel momento il caos tra le parti politiche in campo: il partito democratico ha subito gridato alle dimissioni mentre chiedeva un accesso agli atti e una commissione trasparenza, intanto a fine gennaio una delibera della giunta Della Casa che incarica gli uffici di predisporre una “relazione che individui l’utilizzo a finalità sociali delle seguenti strutture”.

Non è ancora finita: il gruppo consiliare del movimento cinque stelle batteva i pugni sul tavolo per tenere aperte le strutture con una mozione presentata in consiglio qualche giorno più tardi. “Non abbiamo firmato quella mozione perché il gruppo 5stelle non chiedeva di tenere aperte quelle strutture ma sottolineava solo la necessità di tenere aperti asili in quei territori - ha commentato Gianni Ottaviano, capogruppo di FdI – noi abbiamo presentato un emendamento per tenere aperti proprio quegli asili che loro ci hanno bocciato e quindi per noi il loro documento era solo un palliativo". Un "palliativo" quindi che non è stato ritenuto importante al fine di scongiurare la chiusura voluta invece della delibera di giunta: uttavia proprio in quei giorni in Campidoglio il gruppo di FdI chiedeva la convocazione di una commissione scuola per tenere aperti quegli asili. Tuttavia per il gruppo Fratelli d’Italia non ci sono dubbi: “C’è la necessità di riconfermare gli asili nido lì dove sono – ha spiegato Ottaviano – e anche la necessità di mettere a bando le strutture per regolarizzarne la gestione”. Sulla destinazione d’uso? “Ancora asili” ha assicurato il capogruppo di FdI. 

Dal PD: "Brancoliamo nel buio"

“I consiglieri battessero un colpo e ci facessero capire che intenzioni hanno in merito agli asili – ha aggiunto Annarita Leobruni – Mi piacerebbe sapere se tutti questi controlli vengono fatti anche ai nidi a gestione diretta e non convenzionata”. Ha concluso: “Sono sempre più allibita, è trascorso un mese da quando si è svolta la commissione scuola e ad oggi ancora non si sa nulla di certo”.  

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