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Venerdì, 14 Giugno 2024
Pietralata Tiburtino / Via dei Monti di Pietralata

Stadio della Roma, i comitati del "no" si preparano a dare battaglia durante il dibattito pubblico

Il Campidoglio ha organizzato una serie di incontri aperti per illustrare il progetto

Un dibattito pubblico che promette scintille. Il 7 settembre alle ore 17 ci sarà il primo confronto nella Sala della Promoteca in Campidoglio, sia online che in presenza. Ci saranno politici, semplici cittadini ed associazioni che, grazie a questa serie di incontri organizzati da Nomisma Spa, una società di ricerche e consulenza fondata a Bologna nel 1981, potranno avanzare proposte e critiche al progetto del nuovo stadio della Roma a Pietralata.

Dibattito pubblico

L’opera, che ha incassato lo scorso 9 maggio la dichiarazione di pubblico interesse, continua a divedere i cittadini della zona. Tantissimi sono i favorevoli ma si fanno sentire anche i contrari. In un comunicato stampa firmato da Arci Roma, Arci Pietralata, Comitato popolare monti Di Pietralata, Cdq Tiburtino nord e Pietralata, Comitato no stadio Lanciani/Nomentana, Comitato Villa Blanc si promette battaglia. Dopo le proteste, i tour per far conoscere la zona dello stadio ed altri incontri pubblici, i contrari alla nuova casa dei giallorossi sull’area pubblica di Pietralata sono pronti, documenti alla mano, a tentare l’impossibile: fermare il progetto.

No allo stadio

Per i comitati e le associazioni contrarie all’opera quello del dibattito sarà “l’occasione per mostrare a tutti i partecipanti, ai giornalisti ed all’opinione pubblica, quel che si cela dietro ai racconti della politica, che ha sempre voltato le spalle a questo quartiere salvo poi ricordarsene solo in occasione di una mera operazione di speculazione politica ancorché edilizia”. I comitati in questione hanno respinto più volte il racconto di una Pietralata degradata e che avrebbe bisogno dello stadio per risollevarsi. Secondo i contrari, che hanno anche presentato degli esposti, il quartiere avrebbe bisogno di una sua valorizzazione complessiva di quello che già c’è, senza bisogno di un’opera così mastodontica.

Le criticità del progetto

Durante il dibattito, promettono i contrari allo stadio, verranno presentati “documenti puntuali e specifici che spazieranno dall’analisi dello studio di fattibilità economica sino alla fantomatica piantumazione dei 3000 alberi, passando per il congestionamento totale della viabilità di zona e concludendo con l’elenco milionario delle opere a scomputo che gli uffici tecnici del Comune hanno indicato nei loro pareri come in capo ad As Roma, di cui l’assessore Veloccia spesso si dimentica”. Tutto il materiale, una volta concluso dibattito, verrà poi inviato a tutti gli enti che hanno preso parte alla conferenza dei servizi preliminare, compreso il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Salvaguardare il verde pubblico e accogliere l’Umberto I

L’obiettivo principale è quello di “rispettare l’indirizzo pubblico a cui l’area è da sempre destinata: salvaguardare il verde pubblico esistente, la fruibilità dell’ospedale Pertini e far sì che il nuovo ospedale Umberto I, la cui nuova sede vede tra le ipotesi anche il nostro quadrante, sia realizzato nel nostro quartiere”. è di inizio luglio 2023, infatti, la notizia secondo la quale la Regione, il Comune di Roma e l’università La Sapienza vorrebbero realizzare una nuova sede dell’Umberto I al Tiburtino, poco lontano dal Pertini. Una vera e propria cittadella della salute da oltre 600 milioni di euro. Una struttura che si andrebbe ad affiancare alla sede dell’Istat, al Technopole , allo studentato e alla facoltà di ingegneria de la Sapienza, “con un parco pubblico di 14 ettari come cornice.”

Gli altri incontri

Dopo il primo incontro di giovedì 7 settembre ce ne saranno altri quattro, con l’ultimo previsto per lq aurta settimana di ottobre, con il giorno preciso ancora da definire. Saranno tutti sia in presenza che online per garantire la maggiore partecipazione possibile. Per lo stadio della Roma, si legge sul sito ufficiale dedicato a questa serie di dibattiti, si scrive che “l’amministrazione capitolina ha ritenuto opportuno indire il dibattito pubblico, in ragione della necessità di un ampio confronto con la cittadinanza, vista la particolare rilevanza sociale dell’intervento e del suo impatto sull’ambiente e sul territorio”.

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