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Pietralata, sfratto per le famiglie di via Silvano. Gli occupanti: “Vogliamo un’alternativa”

Intere famiglie vivono in "sgabuzzini" di circa 40 metri quadri, con bambini e anziani malati

Foto di Fabrizio Montanini

Hanno già ricevuto la notifica di sfratto, su alcune porte sono stati già affissi i sigilli del “sequestro preventivo”. Mancano pochi giorni, una settimana circa e gli occupanti di via Silvano (Pietralata) dovranno lasciare il posto in cui vivono: nient’altro che uno “sgabuzzino”. È così che lo ha definito Bruno, 78enne malato di cuore e già operato di cancro che in uno dei magazzini Ater di via Silvano ci vive da dieci anni. “Ho anche la residenza qui” spiega ai nostri taccuini mentre snocciola le tristi vicende della sua vita che lo hanno portato ad occupare questo posto dove vive con la moglie. “Perché mi cacciano? Questo sgabuzzino non è abitabile, rimarrebbe vuoto, io, invece, non ho nessun altro posto dove andare e se mi sfrattano finisco per strada”. 

Molti occupanti si sono denunciati e hanno la residenza in via Silvano

Non lontano da casa di Bruno, vive la famiglia di Giulio: “Siamo sette in 45 metri quadri, con tre figli minori” dice a Roma Today mentre chiede di essere regolarizzato. Le utenze sono intestate a sua moglie, è lei che dieci anni fa ha trovato questo posto diventato poi casa. Sono quindici le famiglie che vivono in “occupazione” dei magazzini ma solo per sette nuclei è arrivata la notifica di sgombero la settimana scorsa.  Molti degli occupanti si sono denunciati, in via Silvano hanno la residenza riportata anche sulla carta d’identità. 

La protesta: "Gli abitanti di via Silvano dalla parte degli sfrattati"

Intanto nel quartiere la solidarietà degli altri inquilini, assegnatari legittimi dell’appartamento Ater che hanno avviato una protesta silenziosa attaccando ai loro balconi striscioni in difesa degli occupanti “Tuteliamo i bambini”, “Noi stiamo con gli sfrattati” e ancora “Gli abitanti di via Silvano dalla parte degli sfrattati”. A supporto dei residenti di via Silvano il coordinamento d’Azione IV Municipio: “Queste famiglie, in gran parte con la residenza in questi stabili, che pagano regolarmente le utenze di luce e gas e da anni chiedono di regolarizzarsi anche con la fornitura di acqua, sono consapevoli della loro situazione di occupanti abusivi e si sono autodenunciate alle autorità – ha detto il portavoce Fabrizio Montanini - La loro unica richiesta, di fronte a questi atti di sfratto esecutivi, arrivati senza nessun preavviso e data di sgombero, è quella di avere un'alternativa abitativa di qualsiasi genere e che i nuclei occupanti, composti da disabili anche gravi, minori e anziani, non vengano assolutamente divisi”. 
 

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