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Il centro culturale Gabriella Ferri torna alla cittadinanza. Dal Comune nessun contributo

Nei prossimi giorni sarà pubblicato il bando rivolto a comitati e associazioni per mettere in campo idee e proposte da inserire nella programmazione

Riapre il centro culturale Gabriella Ferri dopo circa quaranta giorni dalla chiusura. Il luogo di aggregazione di via Galantara, nel quartiere Pietralata, viene restituito ai cittadini, alle associazioni e ai comitati. Tutti, infatti, a partire da oggi, sono chiamati per fare la loro parte, suggerendo idee e proposte per allestire la programmazione del centro culturale, dopo la pubblicazione del bando.

Il Ferri riapre a gestione municipale, con tutti gli oneri e gli onori del caso. Nessun contributo dal Comune di Roma nè in termini monetari nè in termini di risorse, individuate, quindi, all'interno del personale tecnico-amministrativo dipendente del Municipio stesso che di fatto ha costituito una cabina di regia. All'ingresso, quindi, i partecipanti si sono registrati in un elenco e verranno contattati per comunicazioni e per l'eventuale partecipazione al bando.

All'evento del pomeriggio, oltre il presidente del parlamentino IV, Emiliano Sciascia che ha aperto i lavori, ha partecipato gran parte del consiglio municipale, come l'assessore alla cultura Fabiana Germanò e il presidente della commissione cultura Francesco Ferlito. Dopo aver ricordato le vittime delle foibe, anche la vice presidente del consiglio, Carla Corciulo Corbitelli, ha espresso soddisfazione per l'apertura del centro culturale.

"Ho voluto che fossero presenti i componenti del consiglio e il personale tecnico-amministrativo perchè la riapertura del centro culturale è stato un lavoro di tutti", ha dichiarato Emiliano Sciascia. "L'apertura di oggi non è esaustiva ma è un passo avanti molto importante, ottenuto anche grazie al sostegno dei cittadini e delle associazioni che hanno fortemente voluto la riapertura del centro", continua. "Poi spiega: "Per ora, fino alla programmazione definitiva, il centro culturale non sarà aperto tutti i giorni - continua Sciascia - in seguito alla pubblicazione del bando, poi, organizzeremo una pianificazione dettagliata, inoltre - prosegue - Questa fase è da intendersi come una sperimentazione che parte dal confronto con i cittadini nella quotidianità".

"In questo periodo gli uffici hanno lavorato sulla presa in carico del centro culturale - prosegue Sciascia a margine dell'evento - adesso concentreremo le nostre forze sulla pubblicazione dell'avviso che ci consente di fare una programmazione, mi auguro che ciò avvenga nel più breve tempo possibile". "Abbiamo avuto un sostegno da parte del Dipartimento delle Periferie per effettuare lavori che interesseranno l'area, riguardo il drenaggio dell'acqua piovana, ma nulla di più, tutti gli sforzi in termini economici e di risorse sono del Municipio", ha concluso.

"Siamo soddisfatti dell'apertura del centro culturale - ha dichiarato Francesco Ferlito, presidente della commissione sport e cultura del Municipio IV - e ci sono altri luoghi di cultura che andrebbero valorizzati". E a proposito di cultura, oltre i due centri culturali, l'Aldo Fabrizi di San Basilio e il Gabriella Ferri, appunto, cita: "Villa Farinacci, una taberna su via Tiburtina, il ponte romano a Ponte Mammolo, il centro di cultura ecologica Giovenale". Inevitabile poi il riferimento alla mancanza dei cinema all'interno dei territori del Municipio IV. 

"I due centri culturali attualmente esistenti sono collocati nella parte alta e nella parte bassa del Municipio - ha commentato poi Fabiana Germanò, assessore alla cultura - e questo fa in modo che la cittadinanza si raccolga bene intorno ad essi". Poi ha aggiunto: "La gestione del centro non è solo riferita alla programmazione culturale ma anche alle risorse umane e alla manutenzione, la prima cosa che farò - spiega Germanò - sarà andare a chiedere i fondi al commissario Tronca per gestire il centro, non è possibile che l'amministrazione centrale scarichi sul Municipio tutte le incombenze, siamo un'amministrazione di front office, quindi, i cittadini si interfacciano con noi". Conclude: "Ci siamo presi la responsabilità di andare avanti ma per fare cultura ci vuole denaro". 

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